Notizie interessanti dal 🌍

Annunci

Bielorussia, Svetlana Tikhanouskaya, la sfidante di Lukashenko che è stata accredita con 9.9% alle votazione di domenica è fuggita in Lituania. Di seguito il suo video. Motiva la sua scelta per il bene dei suoi figli, mandati all’estero per sicurezza prima dell’inizio della campagna elettorale. Aggiungendo che “nessuno ha influenzato questa sua decisione […] la nostra vita non vale così tanto per cambiare ciò che sta succedendo attualmente”.

I fatti di ieri sera. Tikhanouskaya si sarebbe recata nella sede della Cec, la commissione elettorale centrale a Minsk, per presentare ricorso e chiedere il riconteggio delle schede. Trattenuta dalle autorità, sarebbe stata convinta a lasciare il paese in cambio della liberazione di Maria Moroz, la responsabile della sua campagna elettorale arrestata nei giorni scorsi dalla polizia. Stamattina il il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius ha scritto che Svetlana «è al sicuro in Lituania».

La “ritirata” di Tikhanouskaya non sembra trattenere per il momento l’opposizione in piazza.I gruppi di opposizione si stanno preparando per un altra serata di proteste. Più organizzati e agguerriti stanno aumentando gradualmente l’intensità di risposta contro le autorità. Senza effettivamente ottenere nessun risultato in piazza come l’occupazione di un edificio governativo.

[Autore, Silviu Rotaru, Data: 11/08/2020]

Stati Uniti e Iran, possiamo dichiarare conclusa qualsiasi futura relazione internazionale tra i due paesi.
Mentre gli Stati Uniti si apprestano a convincere, con grande sforzo diplomatico, l’estensione di un ulteriore embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro Teheran che scade a ottobre. Di fronte alla diffusa opposizione internazionale che critica la scelta, quasi unilateralmente, come non giustificabile e qualificabile al momento. Gli Stati Uniti hanno risolto il problema, dopo dimissioni continue all’interno dei vari staff nelle agende internazionali, quello del rappresentante speciale degli Stati Uniti in Iran. L’uscente Brian Hook verrà sostituito da Elliott Abrams.
Chi è Elliott Abrams? Neoconservatore. Ha ricoperto incarichi di politica estera per i presidenti Ronald Reagan, George W. Bush (graziato per una condanna) e ora Donald Trump. E’ stato dietro la maggior parte delle manipolazioni politiche in America Centrale a cavallo degli anni ’80 e ’90, appoggiando dittatori e governanti filo-statunitensi in El Salvador, Honduras, Guatemala e Nicaragua. Condanno per il caso Iran-Contra. Uno scandalo politico che accusava gli Stati Uniti di rifornire di armi l’Iran al di fuori del controllo del Congresso statunitense. Durante l’amministrazione Bush, è stato l’architetto chiave della guerra in Iraq e prima ancora incaricato di “far progredire la democrazia all’estero”. Membro del Progetto per il nuovo secolo americano think tank neo-conservatore affermando che “la leadership americana è un bene sia per l’America che per il mondo” e ha cercato di costruire il sostegno per “una politica reganiana di forza militare e chiarezza morale”. Considerato un grande sostenitore di Israele, criticando Barack Obama per non aver bloccato una risoluzione delle Nazioni Unite contro la costruzione di insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Dal 25 gennaio 2019 è stato nominato rappresentante speciale per il Venezuela, considerato probabile l’ideatore della strategia dell’autoproclamato presidente Juan Guaidò. Ha dichiarato che “Nicolás Maduro lascerà il potere entro la fine del 2020, nessun dialogo con i dittatori”.

[Autore: Silviu Rotaru, data: 07/08/2020]

intopic.it

TENSIONE NEL MEDITERRANEO ORIENTALE: La Repubblica di Cipro ha chiesto ufficialmente aiuto alla Russia.
Telefonata fra il presidente Nikos Anastasiadis e Vladimir Putin, al seguito della quale è stato annunciato che a inizio settembre il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, si recherà in visita nell’isola per discutere delle violazioni turche nella zona economica esclusiva cipriota.
Anastasiadis ha chiesto a Putin di utilizzare il suo ascendente su Erdogan per convincerlo a ridurre il muscolarismo nell’area e a rispettare l’integrità fisica della piccola repubblica e crede che l’unico capace di aiutare il Paese sia proprio il presidente russo.
Nei giorni scorsi, la Turchia ha redirezionato le proprie attenzioni dalla Grecia a Cipro, inviando navi di ricerca nelle acque territoriali cipriote a scopo esplorativo. Se verranno trovati giacimenti di gas naturale, è intenzione di Ankara sfruttarli sebbene appartengano a Nicosia.
Aumentano inoltre le minacce da parte turca di un intervento militare. Nei giorni scorsi negli ambienti militari si è iniziato ad agitare lo spettro della “priorità nazionale di difendere i turchi, ovunque essi si trovino” facendo riferimento proprio a Cipro.
Ricordiamo ai lettori che Cipro è un paese membro dell’Unione Europea e della sua sicurezza nazionale dovrebbe essere Bruxelles – non Mosca – ad occuparsene. Il silenzio dell’Ue, prima sulla Grecia e poi su Cipro, è assordante e vergognoso.

LEGGI ANCHE: VENTI DI GUERRA FRA GRECIA E TURCHIA. VEDIAMOCI CHIARO.

Annunci

I BIG DELL’HI-TECH USA ALLA SBARRA. Amazon, Apple, Facebook e Google si sono difesi ieri davanti al Congresso con l’accusa di monopolio e l’uso della loro posizione di mercato per soffocare i rivali più piccoli. I CEO delle 4 su 5 (Microsoft non è stata chiamata) aziende più importanti dei social network hanno dovuto giustificare i loro guadagni e le strategie di mercato. Tra i temi della difesa, qualcuno ha osservato che si poteva tirar fuori la Cina: indebolendo i big dell’hi-tech le aziende cinesi potrebbe guadagnare un vantaggio, da TikTok ad Alibaba, da Huawei a Wechat.
Il presidente della sottocommissione antitrust David Cicilline ha detto che “queste quattro aziende tecnologiche hanno un potere monopolistico. Alcune devono essere suddivise, tutte devono essere adeguatamente regolamentate e ritenute responsabili”.
Tim Cook, Jeff Bezos, Sundar Pichai e Mark Zuckerberg – sono stati chiamati ieri a testimoniare davanti alla politica americana al termine di 13 mesi di indagini sulla Silicon Valley e 1,3 milioni di documenti consegnati. In base alle loro risposte si potrà valutare la necessità di interventi legislativi o limitare il potere dell’azienda.
Le accuse principali: Amazon è accusata di abusato nel ruolo di rivenditore e di monopolizzare venditori terzi. Apple è accusata di aver monopolizzato l’App Store. Limitando le app rivali e costringendo gli sviluppatori a pagare il 30% delle loro vendite per ottenere l’accesso agli utenti di iPhone tramite l’App Store. Facebook: accusata di monopolio dei social network. Infatti i maggior social network WhatsApp, Messanger e Instagram sono di Facebook. Infine Google: il troppo potere sulla pubblicità online, ricerca su Internet e nei software per smartphone. Qui trovi un’articolo che riassume le cinque ore di udienza.

[Autore: Silviu Rotaru, data: 31/07/2020]

intopic.it
Annunci

LA GRECIA CHIEDE STOP DI BERLINO CONTRO ANKARA.Nei mesi scorsi la Grecia si è lamentata con la Germania per il fatto di continuare ad “armare” la Turchia attraverso ingenti carichi di armi ad uso marino e sottomarino e ha chiesto di limitare le vendite per ragioni di sicurezza nazionale (la propria).
La Turchia è il primo importatore di armi tedesche, compra 1/3 della produzione totale annuale dell’industria delle armi tedesca, e alla luce della sua politica aggressiva più parti hanno chiesto a Berlino di ridurre il proprio impegno con Ankara.
Il ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, ha dichiarato ieri, all’indomani della gravissima crisi greco-turca, che la Germania non estenderà la limitazione sulla vendita di armi ad uso terrestre anche a quelle ad uso marittimo.
Causa guerra in Siria, infatti, Berlino ha imposto delle limitazioni alle vendite di armi ad Ankara che potrebbero essere girate ai terroristi e ai ribelli anti-Assad; Atene chiedeva e chiede che tali limitazioni vengano estese ad ogni tipo di armamento alla luce dell’aggressività turca nel Mediterraneo orientale. Richiesta gentilmente rifiutata.
Altri indizi a conferma della nostra teoria di una regia tedesca dietro le azioni di Erdogan, soprattutto perché la notizia è stata riportata dal Daily Sabah che, per chi non lo sapesse, è il megafono dei servizi segreti turchi. Ulteriore vittoria della Turchia nel lessico internazionale. Parlando della delimitazione delle acque e della piattaforma continentale, la Grecia ha annunciato che “siamo pronti al dialogo con la Turchia senza [bisogno] di forza o minacce”.
In cambio, la Turchia ha limitato ai propri confini le operazioni di ricerca ed esplorazione di gas inizialmente annunciate fra Rodi e Castelrosso che avevano messo in allarme le autorità greche.
La Turchia resterà confinata nelle proprie acque per un po’ (for a while), ma tutto dipenderà dalla Grecia: se manterrà fede o meno alle proprie promesse di “ricostruire la geografia, insieme, senza uno scontro” (to reconstruct this geography together without a fight). La cosa buffa è che la Grecia si è detta pronta al dialogo “senza bisogno che la Turchia usi la forza o le minacce” durante una conferenza con il ministro esteri della Spagna che ha fatto da portavoce della Nato. Tutto molto interessante; riconferma la nostra teoria che la Grecia è sola e la Nato non è di aiuto alcuno per quel paese. Un’alleanza avrebbe avuto un altro atteggiamento.

[Autore: Emanuel Pietrobon, data 29/07/2020, Fonte]

intopic.it
Annunci

GRECIA E TURCHIA, CRESCE LA TENSIONE NEL MEDITERRANEO, PRONTO L’ALLARME:
Mentre cresce la tensione con Grecia e #Turchia dal tre agosto iniziano le esercitazioni militari tra l’aeronautica di Washington e Atene nelle acque nazionali vicino a Creta.
Sono due le portaerei nucleari statunitensi, con suddetta flotta di sostegno, presenti ora nel Mediterraneo, la portaerei USS Nimitz e la US Dwight D. Eisenhower (CVN69). Secondo quanto riportato dai media greci, ci sono due gruppi di circa 25 navi da guerra turche nella zona e lungo la costa turca. La prima flotta è composta da oltre 15 navi che sono salpate dalla base navale di Axaz, mentre il secondo gruppo di circa 10 navi, ha lasciato il golfo di Izmir.

Esercitazioni navali congiunte anche tra Egitto e Francia per addestrare ad attacchi contro obiettivi terrestri e marittimi, ha dichiarato il portavoce dell’esercito egiziano Tamer al-Rifai.

[Autore: Silviu Rotaru, data 27/07/2020]

intopic.it
Annunci

QUALCUNO SALVI ATENE. Perché la Russia non salverà la Grecia in un eventuale conflitto con la Turchia? E perché parliamo di Israele quale unica ancora di salvezza di Atene?
Beh, ecco qui.
1) Oggi, due cittadini russi sono stati condannati a più di 250 anni di carcere per traffico illegale di esseri umani; in un caso che il Cremlino ha accusato di essere “politicamente motivato” in virtù della pena inflitta (un ergastolo, in pratica).
Lavoratori stagionali con contratto regolare, stavano guidando la nave della compagnia verso le coste greche quando, a causa di un incidente al largo, sono stati avvicinati proprio dalla guardia costiera greca. Una volta sulla nave, le autorità greche hanno scoperto diversi rifugiati a bordo e hanno proceduto ad arrestare i due russi.
I due si sono dichiarati innocenti, sostenendo di non essere a conoscenza del carico e presentando prove contro il datore di lavoro, che sarebbe coinvolto in una rete di trafficanti e organizzerebbe diversi viaggi a scopo commerciale nascondendo rifugiati nelle sue imbarcazioni, poi liberati a ridosso delle coste greche. I due russi non sono stati creduti e la sentenza è stata durissima, inutili gli appelli del Cremlino: 253 anni di reclusione a testa.
2) Dopo la condanna, il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha telefonato a Vladimir Putin per discutere di Santa Sofia e sicurezza regionale, non facendo cenno alla condanna dei due cittadini ma chiedendo a Mosca supporto per risolvere i propri attriti con Ankara.

Chiediamoci cosa ne possa pensare il Cremlino di valutare una richiesta d’aiuto proveniente da un paese che 1) ti sanziona, 2) condanna a 253 anni a testa due cittadini per un crimine, sì grave, ma il cui regista è altrove e che per mostrare la loro buona fede hanno collaborato con la giustizia, 3) il primo ministro fa finta di niente di fronte una simile condanna, non facendone neanche cenno mentre qualche ora dopo chiama Putin 4) ti chiede una mano dopo aver accettato passivamente ogni imposizione russofoba richiesta da Washington e Bruxelles negli ultimi sei anni, tornando da te solo dopo essersi accorto dell’errore.

Annunci

Intanto guerra di informazione. Secondo il Bild, martedì sera sarebbe potuta scoppiare una guerra fra Grecia e Turchia. Sarebbe stato l’intervento di Angela Merkel a scongiurare l’evento. Da allora, comunque, le ff.aa turche e greche sono in stato di massima allerta.
Che cosa sta accadendo? Secondo noi la Germania sta, sì, mediando, ma non è schierata dalla parte greca.
Perché? Vi abbiamo scritto che si è tenuto un incontro ultra-segreto a Berlino pochi giorni fa per discutere del conflitto greco-turco; incontro nascosto al pubblico e della cui esistenza si è venuti a sapere solo grazie ai media turchi. Quello è il primo indizio.
Erdogan ha iniziato una politica ultra-muscolare proprio all’indomani di quell’incontro. Questo è il secondo indizio.
E se dietro le mosse turche nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale vi fosse il tacito assenso di Berlino?
Eloquente il silenzio tombale tedesco di questi giorni. Le solite dichiarazioni di circostanza: minacce di sanzioni, massimo supporto diplomatico ai greci. Nient’altro. Dichiarazioni che sono state fatte su richiesta del primo ministro greco, tra l’altro.
Sì, Erdogan gode del supporto tedesco, altrimenti queste azioni sarebbero insensate: perché violare i termini stabiliti ad un incontro? Perché perdere il sostegno di Berlino, che è la voce amica di Ankara più influente nell’Ue?
Nei commenti un approfondimento per vederci chiaro.

[Autore: Emanuel Pietrobon, 23/07/2020, Fonte1, Fonte2]

intopic.it
Annunci

NUOVE REGOLE DAL VATICANO: L’istruzione vaticana, scritta nero su bianco e intitolata «La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa». Applica le riforme, da sempre esposte, di Papa Bergoglio in tutto il mondo. I punti chiave:
– Stop ai tariffari delle messe e gli altri sacramenti, matrimoni, battesimi e funerali. “Deve essere un atto libero da parte dell’offerente”.
– In ogni parrocchia si dovrà costituire il Consiglio per gli Affari Economici, «organismo consultivo, presieduto dal parroco e formato da almeno altri tre fedeli». Obbiettivo del Consiglio la trasparenza amministrativa.
– La gestione dei beni della parrocchia deve essere trasparente come l’esempio di sobrietà e di virtù del sacerdote.
– Sarà permesso ai laici, sempre dietro consenso e controllo del vescovo, di esercitare alcune funzioni sotto la guida e la responsabilità del parroco, con la possibilità di delega anche alle suore. In tre decenni il corpo sacerdotale italiano si è ridotto del 16%. Nell’istruzione vaticana si fa riferimento al parroco – ribadendo il suo ruolo singolare e centralità all’interno della parrocchia. E’ «esclusa ogni possibilità» di conferire a chi fosse privo dell’Ordine del presbiterato tale ministero, «anche nei casi di carenza di sacerdoti».

[Autore: Silviu Rotaru, 22/07/2020, Fonti ]

intopic.it
Annunci

CONTINUA TURCHIA VS GRECIA: L’aviazione turca ha intercettato un caccia greco vicino a Castelrosso (isola greca dinanzi le coste turche). L’aereo è stato costretto ad allontanarsi dall’isola, che ripetiamo è greca, dopo essere stato avvicinato dall’aviazione turca ed intimato di allontanarsi “dal territorio turco”. Riunioni militari in corso ad Atene. Ricordate cos’abbiamo scritto giusto qualche giorno fa di quel colloquio a porte chiuse a tre, tenutosi a Berlino? Ecco. Abbiamo anche scritto le nostre impressioni (negative) ma di aspettare qualche giorno e attendere le mosse greche o turche per capire com’erano andate le cose.
La Grecia sta retrocedendo dai propri territori: in aprile abbiamo riportato la notizia dell’annullamento delle esercitazioni militari nell’Egeo su richiesta NATO, in maggio c’è stata un’invasione di territorio (sul quale abbiamo scritto un approfondimento) e adesso viene vietato ai suoi stessi aerei (militari) di usare legittimamente lo spazio aereo greco. Mentre dichiariamo solidarietà alla Grecia vogliamo segnalare alcune cose sullo sfondo della crisi di Kastellorizo:
1. da giorni decine di pescherecci turchi stanno stazionando nella zona economica speciale greca;
2. vicino a Lesbo, alcuni di quei pescherecci stanno “scortando” una nave “civile” turca.

Kastellorizo potrebbe essere un diversivo per altre operazioni. Cosa? Magari provocare i greci ed ottenere un incidente fra i “finti civili” turchi e le forze militari greche per invalidare l’art. 42 TEU (possibilità per stato membro UE di chiedere assistenza agli altri in caso di attacchi di vario tipo).

[Autore: Emanuel Pietrobon, 21/07/2020]

Annunci

IL CAPRO ESPIATORIO DI TEHERAN: giustiziato questa mattina Mahmud Musaví Majd, la presunta spia che avrebbe consegnato alla CIA la posizione del Generale Soleimani, ucciso lo scorso 3 gennaio in Iraq da un raid americano. I media iraniani riportano che Musaví Majd è ritenuto responsabile di aver consegnato alla CIA il progetto di ristrutturazione delle agenzie di sicurezza e di intelligence della Siria, ricevendo 280 mila dollari per l’attività svolta dal 2013 al 2017. Interessante come il processo contro il detenuto è iniziato prima dell’uccisione di Soleimani e non ha nulla a che fare con il raid degli USA.
Una successiva dichiarazione iraniana affermava che la condanna di Mousavi-Majd non era legata all ‘”atto terroristico del governo americano” nell’uccisione di Suleimani in Iraq . “Tutti i procedimenti giudiziari nel caso di questa spia … erano stati condotti molto prima del martirio di Solimani”, affermava la dichiarazione, aggiungendo che Mousavi Majd era stato arrestato nell’ottobre 2018. Processato e condannato a morte principalmente per aver fornito informazioni sulle forze armate iraniane, sopratutto sui Guardiani della Rivoluzione e aver fornito particolari informazioni sensibili sull’unità di spedizione ‘Quds’, una forza speciale del Corpo armato iraniano comandato direttamente da Soleimani.Il 29 giugno scorso l’Iran ha emesso mandati d’arresto per 36 cittadini di Stati Uniti e altri Paesi, incluso il presidente americano Donald Trump, con l’accusa di aver ordinato, preparato o attuato l’uccisione del generale Soleimani.

Annunci

ANKARA-ATENE-BERLINO. Apprendiamo dalla stampa turca che lunedì 10 luglio ha avuto luogo un incontro a Berlino fra diplomatici turchi, greci e tedeschi.
L’incontro è stato avvolto in un manto di assoluta segretezza ed è avvenuto su richiesta di Angela Merkel. La notizia è stata data soltanto adesso.
Argomento di discussione: le rivendicazioni turche nel Mediterraneo orientale e il dossier dei territori contesi.
Ora, visto che noi vi diciamo sempre di fare attenzione ai dettagli:
1) La notizia è stata fatta circolare dai media turchi, che ne hanno parlato in termini ultra-positivi
2) L’opinione pubblica greca è venuta a sapere di queste trattative segrete dai media turchi
3) L’esecutivo greco ha prima negato ogni indiscrezione sulla veridicità dell’incontro e dopo ha declinato ogni commento. Secondo noi, questi tre eventi potrebbero essere il segnale che l’incontro non si è concluso positivamente per Atene e che molto probabilmente i delegati di Berlino e Ankara erano seduti dalla stessa parte del tavolo.
Potremmo dire che questi eventi costituiscono delle vere e proprie prove, ma attendiamo. Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni.

Annunci

RISVEGLIO GEOPOLITICO. La Francia continuerà a mantenere le sanzioni antirusse per evitare contraccolpi da parte americana ma si impegna a guidare il paese fuori dalla dimensione continentale (europea) e renderlo un vero e proprio “alleato” della Russia.
Come? Nell’ultimo anno raggiunti accordi di collaborazione militare, energetica, industriale e nella sicurezza (terrorismo). Sventati diversi attentati in Francia grazie a soffiate del FSB. Si starebbe discutendo addirittura di fare fronte comune contro la “militarizzazione dello spazio guida americana” (Fonte TASS) e nei giorni scorsi Macron e Putin hanno avuto un lungo colloquio telefonico, al termine del quale è stato annunciato che il presidente francese è stato ufficialmente invitato a Mosca. Macron ha citato due grandi personaggi del passato: Napoleone e De Gaulle.
Il secondo per il celebre sogno di un’Europa da Lisbona agli Urali (o a Vladivostok).
Il primo per un fatto svelato nelle sue memorie: il tentativo di dialogo naufragato con lo zar, fallito per “sabotaggi”, che avrebbe dovuto condurre alla riunificazione totale e integrale fra cattolici e ortodossi.

Annunci

GERMANIA ORWELLIANA. Potrebbe essere approvato la prossima settimana un disegno di legge proposto che garantirà a tutte le agenzie di intelligence del paese il potere di spiare i propri cittadini attraverso l’uso di trojan astutamente e segretamente installati via indirizzamento del traffico Internet e delle loro comunicazioni.
Se approvato, infatti, il disegno di legge costringerà tutti i provider di comunicazioni (Internet Service Provider, fornitori di telefonia mobile, operatori di reti WLAN commerciali, ecc.) ad installare al loro interno dei centri per i dati, con hardware forniti dal governo – ma venduti dalla società FinFisher – capaci di reindirizzare tutto il traffico verso i sistemi informatici delle agenzie di intelligence e da lì alla destinazione prevista, realizzando così un attacco che in gergo si chiama “man in the middle“.
L’intento sarebbe quello di infettare le piattaforme degli utenti tedeschi attraverso il reindirizzamento delle loro comunicazioni, infettandoli istantaneamente attraverso l’utilizzo di trojan e senza che l’utente si accorga di niente.

[Fonte]

Annunci

BALCANI IN FERMENTO. Ogni tanto scriviamo su argomenti di cui pochi scrivono.
In Svezia c’è stato molto clamore per le violenze interetniche fra rumeni e rom accadute durante la pandemia (ne abbiamo scritto), e in ambiente politico sta prendendo forza l’idea di fare della Romania la casa dei rom di tutta Europa. La foto, che sta circolando nei canali politici liberali svedesi, dipinge la Romania con la bandiera della nazione rom, corredata di una descrizione un po’ offensiva in cui si parla di “cacciare” i rom dalla Svezia e riportarli nella loro terra madre, la Romania (occhio, i rom provengono dall’India, non dalla Romania).

Nessuna descrizione della foto disponibile.


La questione rom andrà affrontata, prima o poi, perché diventeranno maggioranza etnica in cinque paesi europei entro il 2050-60. Alcuni paesi, deboli diplomaticamente, potrebbero assistere a migrazioni controllate da parte di altri per risolvere così il “problema”. Anni fa si parlava della Bulgaria, oggi della Romania. Una cosa è certa: i rom sono sempre più attivi politicamente e chiedono di essere ascoltati. In Ungheria hanno già ottenuto la concessione di forme di autogoverno nelle aree rurali a maggioranza rom. Tendenze future.

Per approfondimenti sulla questione Rom nell’est europa.

Annunci

TURCHIA E SANTA SOFIA: anche la chiesa ortodossa rumena si unisce al coro dei detrattori della riconversione ed invita la Turchia a preservare lo stato museale dell’ex cattedrale onde evitare ripercussioni su scala regionale.
La chiesa ortodossa rumena è una delle più influenti della cristianità orientale, insieme a quella russa, serba e greca.
L’influenza culturale e diplomatica di Bucarest è molto forte, ed è proprio la chiesa ortodossa rumena ad aver dato il via all’agenda “anti-ideologia di genere” che sta travolgendo i Balcani.
Nei tempi recenti, la chiesa ortodossa rumena ha impedito che a Bucarest venisse costruita (con soldi turchi) la “più grande moschea dell’Europa orientale” e che l’attuale governo introducesse un controverso programma scolastico, fortemente voluto dall’Unione Europea, inerente l’insegnamento degli “studi di genere” nelle scuole.
Resta da vedere quale potrebbe essere l’influenza di questa chiesa in Turchia. Secondo noi nessuna. Il giorno del verdetto si avvicina ed Erdogan sta rispondendo personalmente ad ogni singolo commento che viene fatto; l’ultimo ad essere invitato a non intromettersi è stato il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo.

Annunci

PAESI BASSI. Le autorità olandesi hanno scoperto delle presunte `stanze di tortura´ nascoste all’interno di container trasformati in celle, situati al confine tra Olanda e Belgio, presumibilmente al servizio di una rete criminale internazionale dedita a rapimenti, riciclaggio e vari traffici illeciti. Sei persone sono state sottoposte a custodia, nell’ambito di una inchiesta condotta da tempo dalla polizia britannica e dall’Europol e che ha già portato a centinaia di arresti. Lo riferisce la Cnn. I container erano rivestiti con materiale fonoassorbente, muniti di telecamere e in ogni `stanza´ erano presenti vari strumenti di tortura, tra cui una sedia da dentista munita di cinghie, manette, bisturi e cesoie. L’indagine ha preso le mosse dopo che la polizia è riuscita a penetrare in una chat crittografata chiamata EncroChat, riuscendo a intercettare i piani della rete criminale. Nel corso delle indagini è stata perquisita una casa di Rotterdam che si ritiene possa essere la base dell’organizzazione, dove sono stati trovati, fra l’altro, 24 chili di MDMA, tre furgoni rubati, due BMW, sette pistole e una variante cinese dell’AK-47. «In totale, sono state trovate 25 armi», ha affermato la Procura olandese, che ritiene di avere sventato sul nascere una serie di rapimenti. In questi giorni altre maxi-operazione anti-pedofilia sono avvenute in Germania e Spagna, potrebbero essere collegate. Si stano smantellando intere reti criminali che sembrerebbero avere un comune denominatore la pedofilia.

Annunci

NOVITÀ’ CASO EPSTEIN. Ghislaine Maxwell, la cittadina britannica accusata di essere la complice del defunto miliardario e pedofilo Jeffrey Epstein, è stata arrestata dalla polizia federale americana (FBI) in un’operazione molto delicata, avvenuta nel silenzio mediatico. L’arresto sarebbe avvenuto in una località della costa orientale, probabilmente era nascosta nel New Hampshire. Alcuni la credevano morta, altri che fosse latitante all’estero.
La Maxwell, se riuscissero a tenerla in vita e, soprattutto, a farla parlare, potrebbe dirci molto perché:
A) Conosce molti segreti
B) Procacciava clienti
C) Reclutava prostitute
D) Avrebbe aiutato Epstein a piazzare microfoni e videocamere in una delle sue residenze per filmare personaggi importanti durante gli incontri con le prostitute, spesso drogate e minorenni. Molti gli alti papaveri coinvolti, dalla famiglia reale britannica ad un ex primo ministro israeliano.
E) Le presunte registrazioni hanno alimentato la tesi che Epstein lavorasse anche per qualche servizio segreto o che mettesse a disposizione dati. Vi sono prove di suoi contatti con il Mossad.

[Autore: Emanuel Pietrobon, 02/07/2020]

Annunci

LIBIA. Il vicepresidente del Consiglio supremo degli sceicchi, che appoggia il LNA, e anziano rappresentante delle tribù as-Senussi al-Khaliq ha riferito a Sputnik che il controllo dei siti petroliferi libici sono stati trasferiti all’LNA di Khalifa Haftar. A patto di rispettare cinque condizioni richieste dalle tribù:
– L’apertura di un conto bancario per il trasferimento di introiti petroliferi e che sarà controllato da un fondo sovrano senza la partecipazione della Compagnia petrolifera nazionale libica (NOS) e della Banca Centrale Libica. – Una giusta redistribuzione degli introiti tra le tre regioni della Libia, la Tripolitania, la Cirenaica e Fezzan.
– Il cambio al vertice del consiglio direttivo del NOS e della Banca Centrale a Tripoli.
– La cessazione delle ostilità.
– La formazione di un nuovo governo.
Le tribù libiche, come avevamo specificato più volte, sono i veri detentori del potere informale nel paese. Uno dei motivi per cui Mosca ha iniziato a puntare gli occhi sul clan Gheddafi e la loro capacità di gestire le varie tribù libiche.
Intanto la Corte Penale Internazionale ha aperto un’inchiesta e l’invio di una missione conoscitiva per accertare le violenze e abusi dopo la scoperta di 11 fosse comuni a Tarhuna. E Al Serraji ha scritto ai giudici dell’Aja, dicendosi pronto a collaborare con una missione del tribunale in Libia per indagare e accertare al più presto i crimini “nazisti” compiuti contro i civili.

[Autore: Silviu Rotaru, 02/07/2020, Fonti1]

Annunci

LIBIA OTTOMANA. Continua con successo l’espansione della Turchia in Libia. L’ambasciatore turco in Libia, Serhat Aksen, ha presentato, durante l’incontro con il CEO della General Electricity Company of Libia (GECOL), un piano energetico destinato a risolvere il problema dell’elettricità e contribuire alla stabilità della rete elettrica. Il progetto, prima di essere approvato, verrà proposto al Consiglio presidenziale.
La vittoria di Ankara in Libia è ormai (quasi) decisiva con un presenza nel tessuto libico sempre più marcata, tra successi militari ed economici. In attesa dell’attacco a Sirte, ultima roccaforte a est del maresciallo Khalifa Haftar, fregate della marina turca iniziano a schierarsi al largo.Secondo alcuni analisti e alcune dichiarazione non confermate, il successo delle offensive turche contro le milizie di Haftar ha provocato paura in quest’ultimo, non presenziando più in pubblico per timore di un attacco mirato con droni contro di lui.
Nel frattempo la Russia ha iniziato a sondare un terzo fronte, il clan Gheddafi e la loro capacità di gestire le tribù libiche (soprattutto quelle al confine con l‘Egitto), veri detentori del potere informale in Libia. Anche in questo caso a discapito del maresciallo Haftar, visto sempre più scomodo da Mosca che prova a cercare nuovi attori da inserire nel conflitto.
La posizione del maresciallo Haftar è sempre più compromessa, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che durante la conferenza con la cancelliera Angela Merkel ha dichiarato di essere sempre stato contrario all’offensiva di Haftar contro il GNA di Fayez Sarraj, affermando che il suo paese non supporta il Generale ma una soluzione pacifica permanente della crisi in Libia.

[Autore: Silviu Rotaru, 30/06/2020, Fonti1, Fonti2, Fonti3]

Annunci

POLITICA E SATANISMO: L’altro giorno abbiamo scritto di satanismo e politica e il caso (o il destino) vuole che ne riparliamo. Perché?
È stato scoperto che l’Ordine dei Nove Angoli, una setta satanica britannica, stava reclutando adepti fra le forze armate statunitensi. Erano riusciti a convincere un soldato, di stanza in Turchia, ad entrare nella setta e commettere un massacro ai danni dei commilitoni. Fermato prima che compiesse il gesto.
Nei media si parla di nazionalismo bianco e xenofobia, ignorando completamente cosa sia il satanismo (molto variegato al suo interno, si va da seguaci della sinistra radicale a seguaci dell’estrema destra, da teisti ad ateisti, da luciferiani a bafomettiani, ecc).

Annunci

VATICANO E IL SATANISMO: Non riguarda la geopolitica ma ha a che fare con un argomento molto interessante il satanismo (che invece, sì, ha a moltissimo a che fare con il potere e la politica… si pensi alle intensissime relazioni fra i liberal e la Chiesa di Satana, fra la Chiesa di Satana e Hollywood, e alla recente visibilità mediatica ultra-positiva data dai media liberal al satanismo in chiave anti-Trump e anti-evangelica). Nella giornata di ieri, Papa Francesco ha dichiarato martire Suor Maria Laura Mainetti, un nome che dirà qualcosa soltanto ai meno giovani (fra i quali il sottoscritto) ma che rappresenta un capitolo molto buio della storia recente italiana. Suora, benefattrice, fu uccisa da due sataniste il 6/6/2000 con 19 coltellate (l’idea originale era di fermarsi a 18, ossia tre volte sei, il celebre simbolo del satanismo) e, secondo le loro testimonianze, pregò per loro durante l’accoltellamento e le perdonò prima di spirare. L’omicidio avvenne in un’epoca dall’aria molto pesante, furono gli anni del “panico satanico” italiano, dall’omicidio brutale della Mainetti alle atrocità delle cosiddette Bestie di Satana, gruppo che accusato di 4 omicidi ma che, ricordiamo, fu sospettato di altre decine di sparizioni rimaste insolute. Ripetiamo, la notizia in sé non attiene alle relazioni internazionali, la riportiamo per dovere di cronaca e per chi fosse interessato.
Il satanismo, però, sì, attiene moltissimo alle relazioni internazionali e sarebbe un argomento interessante da trattare ma, purtroppo, si rischia di cadere nel complottismo. Meglio di no.

[Autore: Emanuel Pietrobon, 20/06/2020]

Annunci


PAESI BASSI, 2016: Marinou Arends fa un’eutanasia ad una paziente contro il suo volere. Assolta per il fatto, creando un precedente giudiziario storico (si può uccidere un paziente, anche contro la sua volontà, se lo si ritiene giusto) inizia a raccontarsi e dice “lo rifarei”. Il famoso modello sanitario nordico che si vorrebbe imporre in Italia.

[Autore: Emanuel Pietrobon, 19/06/2020, Fonte]

Annunci

REGNO UNITO: il 2019 è stato l’anno nero degli aborti, con un totale di 209.519 interruzioni di gravidanza: ogni tre bambini nati, uno è stato abortito. Il dato più alto di sempre, in crescita costante. Si sta anche raggiungendo il traguardo di zero nati con la sindrome di Down, similmente ai paesi “down-free” del Nord Europa. Nel 90% dei casi, le coppie decidono di non portare avanti la gravidanza.

[Autore: Emanuel Pietrobon, 18/06/2020, Fonte]

Annunci

LA BAIA DEI PORCI VENEZUELANA: quindici persone, fra cui anche due cittadini americani, sono state arrestate per un tentativo fallito di «invasione» del Venezuela via mare. Lo ha annunciato il presidente del paese latinoamericano in persona, Nicolas Maduro, parlando alla televisione pubblica «Vtv». Il capo dello  Stato  ha definito i due statunitensi arrestati «membri della sicurezza» del presidente Usa Donald Trump, mostrandone i passaporti. Si tratta di Luke Denman, 34 anni, e Airan Berry, 41 anni. Secondo i media venezuelani è stato gruppo di mercenari addestrati da un ex maggior generale Clíver Alcalá, che ha disertato nei confini colombiani fondando tre campi di addestramento. “Stiamo attaccando dalla Colombia, ci serve il vostro aiuto”. In un video l’ex ufficiale della Guardia Nazionale venezuelana, Javier Nieto Quintero e l’ex berretto verde Usa, Jordan Goudreau, hanno annunciato l’avvio della “Operation Gideon” per far cadere il governo di Nicolas Maduro. L’obiettivo è quello di catturare/eliminare alti funzionari del governo. “Unitevi a noi”, hanno detto rivolti ai soldati venezuelani. Goudreau ha parlato al Washington Post. L’ex membro delle forze speciali, 43enne, reduce dalle guerre in Iraq e Afghanistan ora titolare di una società di sicurezza in Florida, ha spiegato che l’operazione coinvolge 60 militari, infiltrati in Venezuela via terra e via mare.

Annunci

Il presunto tentativo di invasione avviene poco più di un anno dopo l’appello di Guaidò alla rivolta dell’esercito. Il 30 aprile 2019, aveva invano cercato di far ribellare i militare contro l’«usurpatore» presidente Maduro. Da allora, il capo dell’opposizione viene regolarmente accusato di essere coinvolto in vari complotti, che sarebbero sostenuti dalla Colombia e dagli Stati Uniti, contro il presidente socialista, che invece continua ad essere sostenuto dallo stato maggiore dell’esercito e, dall’estero, da Cina, Russia e Cuba. La tensione in Venezuela ha spinto il  segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ad avvertire contro un’eventuale escalation della situazione in Venezuela. «Abbiamo visto le notizie, sulle quali non abbiamo informazioni indipendenti. Siamo contrari ad una escalation della situazione in Venezuela. Il modo per risolvere il problema è il dialogo politico e il pieno rispetto dei diritti umani», ha dichiarato, per il tramite del suo portavoce Stéphane Dujarric. Il Dipartimento di Stato americano non ha fornito alcun commento sugli arresti e ha negato qualsiasi coinvolgimento del governo americano nelle incursioni. Parallelamente l’epidemia da Covid-19 non si ferma in Venezuela anche se sono registrati soltanto 361 casi confermati al 05 maggio e circa 10 decessi. Il settimanale britannico The Economist definisce il quadro sanitario venezuelano “terrificante”. Sebbene nell’emisfero i più colpiti siano gli Stati Uniti, in America Latina il numero di contagiati sta aumentando velocemente. Tre settimane fa aveva solo lo 0,1% dei pazienti ed oggi ha il 2,4%. Tutto indica purtroppo che si tratta della punta dell’icerberg. Tuttavia, l’indice di Sicurezza Sanitaria Mondiale dell’Economist Intelligence Unit posiziona il Venezuela nel posto 176° su 195 Paesi per livello di preparazione per fare fronte ad una pandemia.

Annunci

[Autore: Silviu Rotaru, 05/05/2020, fonti: AlJazeera, Il Post, formiche.net, apnews]

BALCANI IN FERMENTO: Polonia: prosegue il “silenzioso assalto” di Varsavia a Minsk. Dopo aver siglato accordi per facilitare i movimenti transfrontalieri, sul commercio e addirittura sull’energia (venduta dai polacchi ai bielorussi), il governo ha inviato un carico umanitario consistente a base di maschere, tute, strumentazione ospedaliera. Questo accade mentre i rapporti fra Minsk e Mosca sono congelati, completamente.
Occhio alla Polonia, l’anno scorso è entrata ufficialmente nel club delle economie avanzate (unico paese dello spazio post-comunista finora), sta sviluppando un nucleare civile, è sulla strada della de-russificazione del proprio comparto energetico, sta ammodernando il proprio esercito a ritmi serrati (spendendo, in rapporto, più di Germania e Italia insieme), ha creato un partenariato strategico con l’Ucraina ed è a capo dell’area Visegrad-Baltici.
Insomma, parliamo di un paese che ancora viene dipinto come una maceria postcomunista, tipico paese povero est-europeo, ma che invece ha un’agenda estera più viva e florida di quella italiana – ed un’economia che cresce in continuazione dai primi anni 2000, una delle poche a non contrarsi negli anni della crisi del 2007-2009.
Se il blocco UE-USA riuscirà a portare via la Bielorussia dalla sfera d’influenza russa sarà anche per merito della Polonia. Queste sono le “nuove potenze” alle quali dedicare attenzione.
Intanto il leader della repubblica serba di Bosnia, per la prima volta, parla esplicitamente della possibilità di secessione “qualora Sarajevo dovesse fallire nel capire gli interessi serbi”. Per ora, intanto, si chiede maggiore autonomia.
Repubblica di Moldova e repubblica autonoma di Gagauzia. Come la Transnistria, sede di un conflitto congelato, ma con una peculiarità: è abitata dai gagauzi, un popolo turco. Erdogan recentemente ha riportato in vita le loro aspirazioni, delegando la TIKA (Agenzia Turca per lo Sviluppo) alla ricostruzione della repubblica: strade, ospedali, biblioteche, parchi, edifici. Spuntano le prime moschee ed anche i primi convertiti all’islam. E sullo sfondo del COVID19, le autorità gagauze annunciano che presto a Comrat, capitale della repubblica, verrà aperto un consolato turco. Gli stessi media moldavi si chiedono il perché.
RUSSIA: la chiesa ortodossa russa ha inviato alla Protezione Civile della Puglia 8 tonnellate di materiale sanitario per fronteggiare l’emergenza Covid19.

Annunci

[Autore: Emanuel Pietrobon – 26/04/2020]

AIUTACI A CRESCERE CONDIVIDI CON I TUOI AMICI L‘ARTICOLO!

UE converge sul Recovery fund. Ma c’è tanto da lavorare: Le indecisioni sulle misure da adottare per fronteggiare l’emergenza Coronavirus hanno messo in luce le fragilità del modello europeo, innescando un meccanismo basato sulla competizione tra i paesi di cui si potrebbe fare a meno. Inutile sottolineare che già in passato questo fattore abbia creato delle forti divisioni tra i paesi del Nord e quelli del Sud dell’Europa, piuttosto che favorire quel meccanismo di solidarietà e cooperazione tanto caro ai padri fondatori della comunità europea.

Da queste evidenti difficoltà, il Consiglio europeo ha dato il via libera alle misure discusse nel corso dell’Euro gruppo di qualche giorno fa, ovvero il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), lo stop al Patto di Stabilità, la flessibilità sugli aiuti di stato, il piano della Bei e la possibilità di accedere al Mes fino al 2% del Pil senza ricorrere ad un programma di rigorose correzioni macroeconomiche previste dall’art.3 del Trattato sul meccanismo europeo di stabilità. Per l’Italia, l’accesso a questo strumento di assistenza finanziaria, equivale a circa 35/37 miliardi disponibili entro due settimane fino alla fine dell’emergenza per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, compresi i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19. La possibilità di accedere al Mes ha diviso la maggioranza di governo durante la procedura di voto delle proposte dell’Eurogruppo nella seduta plenaria del Parlamento europeo. Anche se dopo il Consiglio europeo di ieri, l’accesso al Fondo Salva Stati potrebbe concretizzarsi non solo per l’Italia ma anche per altri paesi europei. 

Annunci

In questa cornice economico-giuridica, la novità riguarda l’incarico affidato alla Commissione europea di creare un Recovery fund, ovvero un fondo di recupero per preparare e sostenere la ripresa mediante finanziamenti attraverso il bilancio dell’UE per rilanciare l’economia, in linea con le priorità europee e garantire la solidarietà dell’UE con gli Stati membri più colpiti. L’iniziativa sostenuta da Francia, Italia e Spagna ha ottenuto il placet degli altri leader europei, al fine di creare una terza linea di credito commisurata ai costi straordinari dell’attuale crisi che contribuirebbe a diffonderli nel tempo attraverso finanziamenti adeguati.

Anche se la Commissione dovrà definire i dettagli sull’entità del fondo e sulle modalità in cui verrà presentato ai paesi membri, ovvero tramite trasferimenti diretti ai Paesi maggiormente colpiti dalla crisi oppure sotto forma di ulteriore debito. Parafrasando le parole del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, è importante dimostrare ai Paesi più colpiti dalla pandemia che il progetto europeo sui Recovery fund sia credibile e contenga prestiti e sussidi a fondo perduto per i paesi maggiormente compiti dal Covid19. La Commissione europea avrà il compito di sciogliere ogni dubbio e optare per il meccanismo che meglio si sposa con l’ambizioso progetto europeo del Recovery fund.

[Autore: Kevin Gerry Cafà – 24/04/2020]

UN NUOVO IRAQ SIMILE A QUELLO VECCHIO?Mustafa al-Kadhimi è stato designato come nuovo Primo Ministro. L’annuncio giunge al termine della riunione al Palazzo della Pace, sede della presidenza irachena a Baghdad. Fino l’altro giorno, Al-Kadhimi, capo dell’Intelligence irachena, ritenuto l’attore infra-nazionale più credibile tra politica estera e interna, è stato chiamato a formare un nuovo governo. Nel suo discorso di ieri sera, “l’Iraq è degli iracheni e le decisioni dell’Iraq sono nelle mani dei suoi figli”, si evince un messaggio dal doppio significato: una coesione interna politica e un secondo, di integrità territoriale, diretto alle forze straniere occidentali e non, stanziate nel territorio iracheno.

Il conflitto politico. Da tempo le Brigate Hezbollah (braccio armato filo-iraniano in Iraq) avevano tentato di impedire la candidatura di Kadhimi; contrapponendosi all’appoggio da Ameri (il politico più vicino all’Iran) nei confronti dell’ ex-capo dell’Intelligence. I paramilitari filo-iraniani accusano Kadhimi di aver aiutato gli Stati Uniti a uccidere Soleimani e il loro leader Abu Al-Muhandis nel raid dello scorso 3 gennaio; subito la smentita degli stessi servizi di Intelligence diretto dallo stesso Kazemi. E’ evidente che all’interno della politica iraniana vi sia una chiara crisi politica non limitata alla sola galassia sciita. I Curdi iracheni appoggiati prima dagli Stati Uniti, poi abbandonati da quest’ultimi, ora affrontano le milizie curde del Pkk. Le tribù sunnite irachene che accettano fondi israeliani si avvicinano sempre di più a Baghdad e mantenendo rapporti con le milizie sunnite siriane, mettono a rischio la credibilità di una Federazione sunnita. Fattori che continuano a essere oggetto di destabilizzazione e confusione, creano la “situazione perfetta” per le forze straniere nel raggiungere i propri obiettivi all’interno del paese. Mike Pompeo annuncia che da metà giugno si avvierà un dialogo “strategico”, possibilmente con il governo di Mustafa al-Kadhimi, e discutere nuovi schieramenti militari statunitensi nel Paese dove rimangono solo tre basi militari su quattordici. Anche dall’Iran, attraverso il Ministro degli Esteri Abbas Mousavi, ha accolto con favore la nomina di al-Kashimi, considerato come un passaggio “giusto”, dichiarando la “piena disponibilità a cooperare con il governo iracheno in modo da poter superare i problemi e raggiungere grandi obiettivi del popolo iracheno e della massima autorità religiosa”. Mentre l’ex capo dell’Intelligence è impegnato nella ricerca di 165 parlamentari a sostegno del nuovo governo, l’emergenza coronavirus che dilaga e la crisi petrolifera. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran all’interno dell’Iraq sembra prendersi una pausa, l’obiettivo è delineare nuove strategie in vista di una nuova fase e rafforzare/eliminare quelle precedenti. Chi spera in una pace o un’attimo di respiro non conosce la realpolitik delle grandi potenze. In tempi di crisi come questa la migliore strategia consiste nell’attacco, con la speranza, di ribaltare in modo semi-decisivo la situazione permanente.

[Autore: Silviu Rotaru – 10/04/2020]

BRASILE, BOLSONARO DA SOLO CONTRO IL VIRUS: venerdì 27 febbraio è partita la campagna presidenziale di Bolsonaro con lo slogan “O Brasil não pode parar”, il Brasile non può fermarsi, simile alla campagna del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, “Milano non si ferma” per poi quest’ultimo ritirare la campagna e dichiarare apertamente il suo errore politico. In Brasile invece è intervenuto direttamente il tribunale federale di Rio de Janeiro, vietando al governo la campagna di disinformazione rischiando di innescare un’emergenza nazionale dai risvolti catastrofici. Al momento sono 3.500 i casi accertati e 93 vittime del Covid-19, diventando il paese più colpito dell’America Latina, molti criticano i dati ufficiali che rappresentino solo una piccola percentuale dei dati reali. Intanto è diventata prassi comune la “disobbedienza civile” contro le direttive presidenziali, molti governatori 25 su 27, stanno rinnovando le misure di contenimento e sicurezza di intere città intere contro l’epidemia da Covid-19. La preoccupazione è altissima, un gruppo di vescovi, avvocati, scienziati e giornalisti hanno firmato un documento “Rimanete a casa, disinformazione di Bolsonaro grave minaccia per la salute di tutti”. Nella nota gli organismi firmatari raccomandano alla popolazione di rimanere a casa. Nella campagna per limitare i spostamenti si uniscono anche le gang di zona, come il Comando Vermelho, imponendo un coprifuoco ai cittadini “la situazione sta diventando seria e c’è gente che crede sia uno scherzo. Adesso starete in casa, con le buone o le cattive. Chi sarà trovato per strada imparerà il rispetto del prossimo”. Le favelas con il 6% della popolazione brasiliana, circa 11,4 milioni di brasiliani sono i posti a più alto rischio, si contano meno di un medico ogni 10 mila abitanti e in tempi normali si registra un delitto ogni 17 secondi. Intanto il Presidente Bolsonaro, visto sabato scorso sulle strade di Brasilia abbracciando e regalando selfie ai cittadini accusa la stampa di seminare il panico. Dopo la denuncia del tribunale federale di Rio de Jeneiro i messaggi su Facebook e Twitter della campagna “Brasile non si ferma” sono stati eliminati dai profili governativi.

[Autore: Silviu Rotaru – 27/03/2020]

AIUTACI A CRESCERE CONDIVIDI CON I TUOI AMICI L‘ARTICOLO!

AFGHANISTAN, storico accordo tra Stati Uniti e talebani: il trattato, firmato a Doha (Qatar), prevede la riduzione delle truppe statunitensi a 8.600 entro 135 giorni dalla firma previsto il 10 marzo. Il progetto voluto da Trump è avvenuto senza terzi incomodi, ossia senza la partecipazione del Governo di Kabul che viene considerato legittimo (anche dall’Italia). Vincenzo Camporini, consigliere scientifico e membro del comitato direttivo dell’Istituto Affari Internazionali di Roma – «Diciamo che l’accordo tra Stati Uniti e talebani è avvenuto senza terzi incomodi, ossia senza la partecipazione del Governo di Kabul che noi consideriamo legittimo. Si tratta quindi di un’intesa che ricorda un tavolino a tre gambe a cui ne manca una. Pertanto tale tavolino non può stare in piedi». Nelle trattative NON sono stati coinvolti gli altri Paesi Nato, suscitando irritazione essendo presenti sul suolo afgano con la missione “Operazione Sostegno Risoluto”, con la presenza di poco più di 16.000 militari provenienti da 41 Paesi alleati e partner della Nato.

AIUTACI A CRESCERE CONDIVIDENDO CON I TUOI AMICI L‘ARTICOLO!

LIBIA, la “tregua” continua con bombardamenti di mortai e lanciarazzi. In questi giorni a Ginevra si sono incontrati delegati militari di Sarraj e di Haftar affermando di volere la tregua, ma di fatto i combattimenti non si sono mai fermati. Secondo l’inviato speciale dell’ONU, Ghassan Salamè che ha presieduto la riunione del Comitato militare “le due parti in dialogo stanno discutendo di una lunga lista di punti all’ordine del giorno, a cominciare dal tentativo di trasformare la tregua in un vero accordo su un cessate-il-fuoco duraturo – insistendo sul percorso tracciato alla Conferenza di Berlino sulla Libia. Le stesse nazioni che si erano impegnate in Germania a non mandare armi in Libia, continuano a farlo. Nel frattempo il scenario militare in Libano si fa sempre più “agguerrito“, i soldati di Sarraj stanno allargando le difese a sud di Tripoli e parallelamente mantengono le difese a est, i combattimenti sono più intensi a seguito dei tentativi di infiltrazione dietro le linee nemiche di Haftar. Un secondo blocco per le milizie di Haftar è lo schieramento dei sistemi di difesa anti-aerea ricevuto dalla Turchia, per questo motivo l’uomo forte della Cirenaica è costretto ad aumentare l’intensità dell’artiglieria o dei carri ma non dei raid aerei. In questi giorni i combattenti stranieri provenienti dalla Siria al soldo di Ankara stanno costantemente salendo, superando in questi giorni le 5 mila unità a sostegno delle milizie di Haftar.

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI SE LA NOTIZIA TI PIACE!

 

SRI LANKA nella morsa dei Grandi?La Cina rispetterà sempre la sovranità dello Sri Lanka e non permetterà alcuna interferenza esterna nei suoi affari interni“, ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese Wang Yi durante un incontrò martedì scorso con il presidente cingalese Gotabaya Rajapaksa.
Durante la sua visita Yi ha confermato il ruolo geopolitico strategico dello Sri Lanka e la necessità di continuare a sostenerlo e renderlo “economicamente forte” al fine di affrontare le molte sfide che il paese sta affrontando: “l’indipendenza economica garantirà l’indipendenza politica“, ha aggiunto Gotabaya.
Wang è il primo alto funzionario cinese a visitare lo Sri Lanka dopo l’elezione di Gotabaya del Novembre 2019. Il nuovo presidente cingalese era stato molto critico nei confronti del suo predecessore Maithripala Sirisena quando, nel dicembre del 2017, consegnò il controllo del porto marittimo meridionale di Hambantota alla Cina con un contratto di locazione di 99 anni.
Gotabaya che punta a rinegoziare questo accordo, ritenendolo inaccettabile, ha ricevuto in questi giorni anche alti funzionari giapponesi ed americani, interessati ad investire nel paese. “Gli Stati Uniti apprezzano le sue relazioni con lo Sri Lanka e non vedono l’ora di rafforzare i legami espandendo la cooperazione in materia di economia e commercio, antiterrorismo, sicurezza, giustizia di transizione e diritti umani: entrambe le nostre nazioni ne trarranno beneficio“, ha twittato il vice segretario di Stato americano Alice Wells.
La Cina, preoccupata di vedersi sottrarre il paese dalla sua sfera di influenza e di pregiudicare la Belt and Road Initiative, ha quindi messo l’acceleratore: si parla ora, oltre a sviluppare la capitale Colombo ed il porto di Hambantota, di creare hub logistici e di spedizione, centri industriali e finanziari, nonché incrementare gli scambi e la cooperazione nei settori chiave dell’agricoltura, del turismo, della tecnologia e dell’istruzione. Dal 2009 dopo 25 anni di guerra civile tra governativi e l’organizzazione nazional-comunista Tigri Tamil di etnia Tamil, il paese sembrava ritornare alla “normalità“, soprattutto dopo la crisi ambientale-umanitaria ed economica causata dallo Tsunami del 2004. Anche se i leader storici delle Tigri Tamil e gli ufficiali ribelli vennero arrestati o uccisi, negli ultimi anni gli attacchi suicidi contro la popolazione e le infrastrutture governative sono aumentate continuando una guerra silenziosa degli ultimi “irriducibili“, che attendano forse un “angel-investor” del terrorismo internazionale?

[Autore: Alessandro Pasi – 16/01/2020]

Leggi anche: SRI LANKA, SANGUE LUNGO LA NUOVA VIA DELLA SETA

MOZAMBICO: una ventina di persone sono rimaste uccise durante un agguato di matrice jihadista contro un minibus nella provincia di Cabo Delgado lo scorso 3 Gennaio.
La zona, nel nord del paese, è a maggioranza musulmana e dal 2017 subisce attacchi particolarmente violenti da parte di una trentina di cellule islamiste. Solo nell’ultimo anno si contano almeno 120 assalti che hanno causato oltre 320 morti, tra cui sette mercenari russi.
Circa 200 contractor del Gruppo Wagner sono infatti presenti nell’area dallo scorso settembre, quando il presidente Filipe Nyusi chiese aiuto al presidente russo Vladimir Putin per stabilizzare l’area, fondamentale per la economia nazionale.
La provincia di Cabo Delgado, da cui proviene lo stesso presidente Nyusi, è infatti un potenziale El Dorado: a Montepuez si trovano immensi giacimenti di rubini gestiti dalla inglese Gemfields; al largo delle coste di Pemba l’Eni ha scoperto uno dei più grandi giacimenti di gas naturale al mondo, pronto a entrare in produzione entro un paio d’anni; a Nagonha la Repubblica Cinese sta invece estraendo ilmenite, titanio e zirconio da una decina d’anni.
In questo clima fatto di espropri, milizie straniere, devastazione ambientale, corruzione e violenza, in una zona in cui la malaria è endemica e la denutrizione radicata, i gruppi fondamentalisti islamici hanno trovato un terreno molto fertile.
L’insurrezione, intesa da molti partecipanti come una rivolta contadina per liberarsi da un regime percepito come corrotto e mafioso sta assumendo sempre più i tratti di un conflitto religioso: i leader dei rivoltosi alludono sempre più al sogno di resuscitare i fasti degli antichi sultanati swahili della costa per emanciparsi da quella che sentono essere una ingiusta autocrazia atea e comunista.

[Autore: Alessandro Pasi – 14/01/2020]

SEGUI LE NOTIZIE QUOTIDIANE SULLA PAGINA FACEBOOK

OMAN di QābÅ«s, Paese simbolo della capacità diplomatica del trattare e parlare con tutti nella regione e oltre: Lo scorso 10 Gennaio è morto a 79 anni QābÅ«s bin Said al Said, sultano dell’Oman. Salito al trono nel 1970 con un colpo di Stato incruento con cui spodestò il padre, era il sovrano più longevo del mondo arabo. Amante dei fiori, dei cavalli e della musica classica, ricevette la sua educazione nel Regno Unito, che servì come ufficiale di fanteria una volta uscito dal Royal Military Academy Sandhurst. QābÅ«s governò il paese in modo illuminato, con un ruolo da protagonista nella politica mediorientale per quasi mezzo secolo, riuscendo a mantenere l’Oman neutrale nelle numerose dispute geopolitiche dell’area di cui decisivo fu il suo lavoro costante lavoro di mediazione. Fin dagli anni ottanta, quando mediò il cessate il fuoco nella guerra Iran-Iraq, fu chiaro il ruolo che il sultano aveva in mente per l’Oman: quello di un paese ponte, equidistante tra il blocco sciita e quello sunnita. In questo fu facilitato dalla particolare corrente di Islam praticata nel regno: l’ibadismo, una sorta di terza via caratterizzata da grande moderazione e dal ripudio della violenza.
Ciò permise al paese una certa autonomia nelle relazioni internazionali: pur essendo uno storico alleato del Regno Unito e degli Stati Uniti, QābÅ«s stabilì normali relazioni diplomatiche con l’Iran, paese per cui spesso fece da intermediario, arrivando ad ospitare i colloqui segreti che nel 2015 condussero all’accordo sul programma nucleare iraniano.
Da segnalare che il Sultano respinse sempre con vigore i reiterati tentativi sauditi di creare un’unione militare tra i Paesi aderenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo Fedele alla sua equidistanza, negli ultimi anni vi erano stati molti contatti con Israele, con tanto di storica visita di Netanyahu nel 2018. Non avendo QābÅ«s avuto figli, il trono è andato Haitham bin Tariq al-Said, già ministro della Cultura dell’Oman, nonché segretario generale del ministero degli Affari esteri. Durante il suo primo discorso pubblico il nuovo sultano ha da subito assicurato che il Paese continuerà a mantenere quella politica di “non ingerenza” ed equidistanza perseguita dal suo predecessore, cercando inoltre di adoperarsi per porre fine agli scontri e ai conflitti nella regione.

[Autore: Alessandro Pasi – 13/01/2020]

Leggi anche: UNA STRATEGIA EUROPEA PER LA TURCHIA DI ERDOGAN

Abkhazia, la Russia teme colpo di stato: mentre la Corte suprema stava esaminando il ricorso presentato dal leader dell’opposizione Alhas Kvizinija i disordini fomentanti dalla stessa opposizione sono culminati in un assedio al palazzo presidenziale che ha visto la fuga del presidente in carica Raul Khajimba. Secondo la Commissione elettorale, il presidente in carica avrebbe ottenuto al secondo turno il 47,39% dei voti, mentre il leader dell’opposizione il 46,17%. Per l’opposizione i risultati ufficiali erano illegali in quanto nessuno dei candidati ha vinto oltre il 50% dei voti (una prerogativa della legge abcasa, per vincere al primo turno un candidato deve ottenere il 50% più uno dei voti validi. Se questo non avvenisse, è previsto un secondo turno a due settimane di distanza). Il 12 gennaio le autorità della Corte Suprema ha organizzato un nuovo round di elezioni presidenziali il prossimo 22 marzo, approvata all’unanimità, annullando l’esito delle elezioni dello scorso settembre. Al fine di aiutare le parti a trovare compromessi e prevenire ulteriori escalation negli scontri, il 10 gennaio il vice segretario del Consiglio di sicurezza della Russia Rashid Nurgaliyev è volato a Sukhumi, capitale dell’autoproclamata Repubblica di Abkhazia, dichiarando che – “gli sviluppi sono un “affare interno”, in questo contesto bisogna chiedere a Raul Khajimba se ha ancora le giuste credenziali per amministrare il paese. La Russia sta seguendo da vicino la situazione”. Il segretario del servizio di sicurezza abkhazo ha dichiarato che stanno verificando le notizie sulla possibile partecipazione di cittadini stranieri alle proteste di Sukhum, tra cui georgiani e ucraini. Un Trattato del 2009, della durata di 49 anni, prevede che la Russia assicuri il controllo delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell’autoproclamata Repubblica. Dall’agosto del 2010 sono presenti batterie di missili terra aria S-300 schierati sul territorio dell’Abcasia, per la difesa aerea della Repubblica e il controllo del suo spazio aereo; è difficile non prevedere “un’intrusione” marginale all’interno degli affari della “Repubblica Abkhasa” dalle forze russe che hanno nella regioni interessi geo-strategici in chiave anti-georgiani e anti-ucraine.

[Autore: Silviu Rotaru – 12/01/2020]

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI SE LA NOTIZIA TI PIACE!

Arabia Saudita: l’Autorità Generale per il Turismo ha annunciato che i possessori di un visto Schengen, statunitense o britannico sul passaporto, potranno ottenere il visto d’entrata all’arrivo, direttamente in aeroporto. Questa misura amplia ulteriormente la storica apertura del 2019, che concesse il visto all’arrivo a ben 49 paesi. Il regno, che quest’anno ospita anche per la prima volta la Dakar, spera di incrementare gli afflussi turistici di oltre 200.000 unità. In questi ultimi mesi è in atto un profondo processo di mutamento nella monarchia saudita: si è posto fine alla segregazione nei ristoranti; sono stati annunciati progetti turistici faraonici in prossimità della costa; ed è partita la costruzione di decine di sale cinematografiche. Il Principe Moḥammad bin Salmān Āl SaÊ¿Å«d sta poco a poco modernizzando il paese, per cambiare l’immagine internazionale del regno, impegnato in un scontro serratissimo con l’Iran per la supremazia sulla regione. Inoltre, a fronte di una domanda petrolifera che in un prossimo futuro sarà verosimilmente meno rilevante, il paese deve necessariamente proseguire sulla strada inaugurata dagli emirati. Questa operazione di Maquillage non elimina tuttavia la dura repressione verso chi è critico nei confronti del governo: incarcerazioni ideologiche e torture sono, sebbene sempre più in ombra, all’ordine del giorno.

[Autore: Alessandro Pasi – 10/01/2020]

SEGUI LE NOTIZIE QUOTIDIANE SULLA PAGINA FACEBOOK

Suriname: trovato l’Eldorado dell’oro nero! La francese Total e la statunitense Apache Corporation annunciano una “significativa scoperta petrolifera”. Dopo poco meno di due settimane è avvenuta la scoperta a seguito di una collaborazione 50/50 tra francesi e statunitensi al largo della costa del paese. Dopo la serie di giacimenti scoperti da ExxonMobil in Guyana negli ultimi anni, la ricerca si sta estendendo ai paesi limitrofi, vicino alle coste venezuelane. Nuovo concorrente per il Venezuela? Non al momento e poco possibile, sia per le dimensioni delle infrastrutture petrolifere e di stoccaggio, non comparabili con quelle Venezuelane, ma sicuramente un’alternativa valida e più sicura (politicamente ed economicamente) per le imprese multinazionali degli Stati Uniti che vogliono continuare a mantenere una posizione di potere in America del sud, soprattutto visto l’inizio di una serie di nuove scoperte in Guyana e Suriname.

La scoperta dei nuovi giacimenti petroliferi porta il Suriname nella lista delle nazioni produttrici di petrolio, migliorando la situazione attuale diversificandone l’economia, improntata principalmente sull’esportazione della bauxite che copre il mercato dell’export al 70%.

[Autore: Alessandro Pasi – 09/01/2020]

Leggi anche: VENEZUELA, PROFESSIONISTI PRIVATI DELLA DESTABILIZZAZIONE.

SEGUI LE NOTIZIE QUOTIDIANE SULLA PAGINA FACEBOOK

3 pensieri su “Notizie interessanti dal 🌍

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...