Erdogan se la cava e la Turchia non sarà sanzionata

Il 10 dicembre è iniziato un vertice europeo a Bruxelles per discutere di diverse questioni scottanti, tra cui le sanzioni alla Turchia per le sue attività di esplorazione nelle aree marine rivendicate dalla Grecia.

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Negli ultimi mesi, sembrava che le sanzioni fossero diventate una conclusione scontata. Tuttavia, il dossier turco sembra essere molto complesso e potrebbe sollevare forti disaccordi, poiché si rilevano voci che rifiutano uno scontro con la Turchia e preferiscono previlegiare gli interessi. Mentre alcuni governi hanno inviato segnali di non adottare l’approccio del presidente francese nell’affrontare la questione turca.

Perdite e controversie. Una bozza della dichiarazione finale dal vertice europeo, in cui si afferma che “l’Unione preparerà elenchi aggiuntivi per delle sanzioni già preparate dal 2019, e lavorerà per ampliarlo se necessario” .La questione delle sanzioni alla Turchia è un “fascicolo delicato” e ha citato un funzionario europeo che ha affermato che tutti gli Stati membri condannano la posizione di Ankara, ma “gli interessi differiscono e sembra che le discussioni saranno difficili”. Diversi paesi – tra cui Germania, Italia e Polonia – si rifiutano di sottoporre la Turchia a sanzioni economiche o di imporre un embargo a uno stato membro della NATO. Respingiamo l’ostilità e l’ipocrisia da parte sua, il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjártó ha dichiarato che il suo paese ‘’considera la Turchia un partner strategico dell’unione europea e che basa la sua politica su questo principio anziché su ostilità, ipocrisia e doppi standard nei confronti della Turchia’’.

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Peter Szijjártó, che sta conducendo una visita ufficiale in Turchia, ha aggiunto che Ankara è un alleato strategico, non solo dell’Ungheria, “ma lo consideriamo anche per l’Unione Europea, perché è un paese confinante con un’economia forte”. Il ministro degli esteri ungherese ha detto che la Turchia intende presto raggiungere i primi dieci ranghi mondiali nell’economia mondiale, “quindi dovremmo aumentare la cooperazione con essa e aumentare il nostro commercio (da 3 miliardi di dollari) a 5 miliardi all’anno”. Attualmente ci sono 30 aziende turche in Ungheria che impiegano circa 5.000 persone. L’ex ambasciatore italiano ad Ankara, Carlo Marcelli, ha affermato che il vertice non adotterà decisioni volte ad imporre sanzioni alla Turchia, ma che “da esso potrebbero derivare altre decisioni”. Le decisioni sulle sanzioni devono essere emesse all’unanimità in seno al consiglio europeo, cosa che non avverrà “dato che l’Italia non sostiene la decisione di imporre sanzioni, come la Germania, presidente di turno dell’Unione” -Non credo che anche Ungheria e Romania accetteranno la decisione di imporre sanzioni alla Turchia”.

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