L’Italia si è giocata, nuovamente, il suo ruolo nel Mediterraneo partendo dal Libano.

Mentre Giuseppe Conte si accontenta della ‘’firma sul libro d’onore’’ della presidenza libanese (Durante la sua visita dell’8 settembre), si intensifica la concorrenza franco-tedesca per l’elettricità del Libano.

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Si intensifica la concorrenza franco-tedesca per l’elettricità del Libano. Ecco perché “Siemens” ha ritirato la sua offerta gratuita.

Dopo l’esplosione del porto del 4 agosto, la tedesca Siemens – si è offerta di fornire gratuitamente due centrali elettriche mobili a turbina a gas, con circa 80 megawatt di elettricità e servendo quasi 150.000 residenti nella capitale, prima che un portavoce della società descrisse l’offerta come “inutile“, parlando di problemi finanziari e logistici, e che la società Invece effettuerà – gratuitamente – ispezioni e manutenzioni di due impianti, che forniscono circa il 30% della produzione di energia in Libano (ciascuno da 450 megawatt), oltre a ammodernare le apparecchiature nei due impianti. Il costo di questa operazione ammonta a 45 milioni di euro e il portavoce ha confermato che l’attrezzatura arriverà a Beirut. In questo contesto, la delegazione dell’azienda ha informato il presidente Michel Aoun sugli aiuti “modificati” e, secondo quanto circola, si rifletteranno in tutte le regioni libanesi e non saranno limitati a una regione specifica. È stato raggiunto un accordo tra l’azienda, il Ministero dell’Energia e l’EDL per mettere in pratica l’aiuto.

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Il rifiuto libanese alla prima offerta Siemens arriva dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron, che comprendeva la presentazione di un piano francese il cui punto principale è la riforma del settore elettrico. Oltre a far cadere la proposta di Silata Factory nella sua forma attuale, Parigi ha richiesto che una serie di misure venissero prese entro un certo periodo, comunque- non per più di tre mesi, tra cui: nominare funzionari dell’autorità di regolamentazione del settore elettrico con la fornitura delle capacità effettive per esercitare il suo lavoro, lanciare sollecitazioni per offerte in relazione a centrali elettriche a gas e annunciare un programma per aumentare gradualmente le tariffe. Lo scorso marzo, il Libano ha avvertito il desiderio francese e tedesco di investire nel settore elettrico, poiché è stato riferito che Siemens aveva fatto un’offerta completa per elettricità e carburante, con un prezzo compreso tra 7,5 e 8,7 centesimi per kilowatt. Secondo la proposta, la German Foreign Export Bank avrebbe dovuto contribuire al finanziamento del progetto, dopo l’approvazione del governo tedesco. Nello stesso periodo, una delegazione francese ha fatto visita a numerosi funzionari, tra cui l’ex primo ministro, Hassan Diab, esprimendo la disponibilità della Francia a finanziare una soluzione globale, ovvero una centrale elettrica, con accanto una stazione di servizio. Un’indicazione dei proprietari del progetto sono Total e France Electricity, con la possibilità di aderire l’aziensa GE.

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