GLI ACCORDI DI NORMALIZZAZIONE ISRAELE-MEDIO ORIENTE COSTITUISCONO UN INCUBO STRATEGICO PER L’IRAN

Il pericolo strategico che l’accordo “Abraham” avrà sull’Iran e cosa lo accompagnerà in cambio dell’imminente cambiamento nella strategia iraniana.

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Il giorno dopo l’annuncio dell’accordo tra Emirati e Israele, il ministero degli Esteri iraniano ha definito l’accordo “stupidità strategica” e “una pugnalata agli Emirati Arabi Uniti alle spalle del popolo palestinese”. Le Guardie Rivoluzionarie invece, hanno rilasciato una dichiarazione in cui condannavano la normalizzazione e ritenevano che avrebbe portato un “futuro pericoloso” alla leadership degli Emirati Arabi Uniti. Lo stesso giorno, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha descritto l’accordo come un “tradimento” e ha avvertito che “se gli Emirati Arabi Uniti permetteranno agli israeliani di avere un punto d’appoggio nella regione, saranno trattati in modo diverso”. La chiave per comprendere la preoccupazione dell’Iran per il riavvicinamento Emirati-Israele è il potenziale impiego di questo riavvicinamento in modo che Israele possa trovare un “punto d’appoggio” accanto all’Iran.

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Per quanto riguarda la sicurezza nazionale iraniana, il rapporto di ostilità e isolamento tra arabi e Israele è servito da baluardo che proteggeva i principali interessi iraniani da ciò che gli iraniani definiscono come ‘’ le ostili campagne israelo-americane’’ in una regione dove c’era un’intensa concorrenza. Tale situazione costituiva una sorta di ‘’cuscinetto di sicurezza naturale’’ non solo per tenere Israele lontano dallo stabilirsi nelle regioni che circondano l’Iran dal punto di vista geografico e geopolitico, ma per estendere la sua “profondità strategica” in tutto il Medio Oriente in modo facile ed efficace. E ciò che viene chiamato “profondità strategica” nella cultura della sicurezza militare iraniana significa portare il conflitto nel luogo più vicino possibile al nemico in caso di conflitto. Ma la normalizzazione israelo-araba, che includerà la cooperazione in materia di sicurezza e intelligence contro il loro nemico comune, vale a dire; Turchia ed Iran, rappresenta una minaccia alla barriera naturale tra Iran e Israele.

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L’alleanza arabo-israeliana renderà l’Iran più vulnerabile alle campagne di pressione, alle operazioni di sicurezza e all’intelligence rispetto ai suoi nemici. Secondo fonti dei media in Turchia (in competizione con gli Emirati Arabi Uniti e contrari all’accordo), gli Emirati hanno dato a Israele un’opportunità unica per stabilire “basi di spionaggio sull’isola di Socotra, a sud dello Yemen, controllate da forze che ricevono sostegno da Abu Dhabi“. La facilitazione degli Emirati Arabi Uniti per l’attività di sicurezza israeliana nel Golfo di Aden (Yemen) alimenterà tensioni nascoste anche dopo la fine della guerra tra gli Houthi allineati con l’Iran e le forze sostenute dai sauditi.

La debolezza dell’Iran era evidente nel febbraio 2018, quando una squadra di agenti del Mossad ha estratto più di mezza tonnellata di documenti nucleari top-secret da un’area sconosciuta di Teheran e li ha portati a Tel Aviv.

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Un materiale che è stato presentato da Netanyahu in una conferenza stampa nel 30/04/2018. Secondo le stime dell’intelligence iraniana, il team israeliano ha trasferito i documenti nel Mar Caspio all’Azerbaigian, il principale alleato di Israele nel nord dell’Iran. L’Iran presta più attenzione ai suoi confini occidentali e meridionali rispetto ai suoi vicini settentrionali, che Teheran considera principalmente il retro giardino della Russia (stretto alleato dell’Iran). La cooperazione arabo-israeliana sostenuta dal presidente Trump rivelerà più aspetti della vulnerabilità dell’Iran. Queste crepe nella barriera regionale iraniana e la cooperazione araba con Israele e l’America ha contribuito a rafforzare la capacità di Washington di interrompere i canali finanziari segreti che le autorità iraniane hanno utilizzato per evitare le sanzioni statunitensi.

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Inoltre, l’alleanza arabo-israeliana rappresentata dalla normalizzazione arabi-Israele non è di buon auspicio per il successo del perseguimento dell’Iran di raggiungere una profondità strategica in tutto il Medio Oriente. Pertanto, si prevede che la concretezza del pericolo strategico che teme l’Iran- aggraverà l’attuale concetto di “accerchiamento strategico” di Teheran e potrebbe spingerla ad agire in modo meno conservativo nelle sue vicinanze. Teheran ha già mostrato determinazione nel proteggere questa barriera; Nel settembre 2017, le guardie rivoluzionarie iraniane hanno sostenuto il governo iracheno guidato da Haider al-Abadi per impedire l’indipendenza della regione del Kurdistan dopo aver tenuto un referendum locale a favore di uno stato curdo indipendente. Il maggiore generale Qassem Soleimani, all’epoca comandante della guardia rivoluzionaria iraniana, minacciò di inviare forze paramilitari sostenute dall’Iran nella città petrolifera di Kirkuk – se i combattenti curdi non si fossero ritirati da essa. Un motivo forte della forte opposizione di Teheran al referendum sull’indipendenza è il timore che Israele, che ha sostenuto il referendum, possa trovare un punto d’appoggio nel nord dell’Iraq.

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