Serbia e Kosovo verso la pace: Trump e Putin esultano, Netanyahu ringrazia, Erdogan trema.

In serata Donald Trump ha annunciato uno storico accordo di normalizzazione delle relazioni bilaterali fra Serbia e Kosovo. L’accordo è stato mediato dagli Stati Uniti e prevede diversi punti.

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In serata Donald Trump ha annunciato uno storico accordo di normalizzazione delle relazioni bilaterali fra Serbia e Kosovo. L’accordo è stato mediato dagli Stati Uniti e prevede diversi punti:

  • Normalizzazione delle relazioni economiche tra Serbia e Kosovo. Ci chiediamo: sarà propedeutico ad una futura normalizzazione completa con annesso riconoscimento di Pristina da parte di Belgrado?
  • Il riconoscimento del Kosovo da parte di Israele.
  • Israele e Kosovo attiveranno immediatamente canali diplomatici e stringeranno un partenariato economico.
  • Serbia trasferirà la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.

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Cosa ci azzecca Israele, direte voi? Molto più di quanto pensiate. Ecco perché:

  • L’esistenza del Kosovo viene legittimata da una grande potenza mondiale, ovvero Israele.
  • Il punto sopra potrebbe essere utile a invertire la tendenza della delegittimazione del Kosovo. 14 Paesi hanno ritirato il loro riconoscimento dal 2018 ad oggi, provocando un effetto domino che possa condurre a un’ondata di nuovi riconoscimenti.
  • Sempre il punto uno potrebbe dare impeto alla campagna del duo Trump-Netanyahu inerente la pubblicizzazione di Gerusalemme quale capitale unica e indivisibile di Israele, alla quale finora hanno aderito pochi Paesi.
  • Il Kosovo è il feudo dell’islam radicale nei Balcani. Dapprima caratterizzato da una forte presenza saudita, negli anni è divenuto un protettorato informale della Turchia (e non è da trascurare l’influenza iraniana nel Paese, debole ma rilevante). In breve, si tratta di una mossa da leggere soprattutto in chiave antiturca.

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Si tratta di un accordo di pace molto parziale che accontenta tutti:

  • La Serbia normalizza con il Kosovo ma non troppo: sì all’interscambio ma nessun riconoscimento. Vucic potrà presentarsi come un vincitore all’opinione pubblica senza scontare l’elettorato più oltranzista e ottenendo riscontro positivo dai più moderati e liberali
  • La stessa cosa accade in Kosovo: sì all’interscambio ma nessuno stabilimento di relazioni particolarmente forti con un Paese che agli occhi dell’opinione pubblica continua ad essere visto come un nemico esistenziale
  • Le sfere d’influenza di Russia e Stati Uniti nei Balcani restano inalterate: la Russia consolida la presenza in Serbia, gli Stati Uniti consolidano presenza in Kosovo
  • Attraverso la furba ed intelligentissima mossa di gettare Israele nella mischia si gettano basi per l’espulsione della Turchia dai Balcani e per la de-turchizzazione della cosiddetta “cintura albanese” (l’asse Albania-Kosovo-Macedonia del Nord), piccolo ma importante corridoio geopolitico al quale avevamo fatto breve accenno in un approfondimento riguardante i rapporti tra Atene ed Ankara.

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