Beirut: tutto il governo libanese, anche il Primo ministro Hassan Diab era a conoscenza di ciò che stava accadendo all’interno del porto di Beirut.

Fonte della sicurezza libanese a Reuters: il 20 luglio è stato inviato al Presidente Michel Aoun e al Primo Ministro Hassan Diab uno speciale rapporto sulla sicurezza riguardante 2750 tonnellate di nitrato di ammonio immagazzinato nel porto di Beirut.

Il rapporto indicava i pericoli del dislocamento in un singolo posto di così tante quantità di prodotti chimici. Poteva essere rubato facilmente o peggio, trasformatosi poi in realtà, la paura di distruggere Beirut se esplode nella sua posizione attuale.

I giornalisti sottolineano che la scorsa settimana il presidente Aoun ha confermato di aver ricevuto in precedenza una relazione sul nitrato di ammonio al porto.

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Nel padiglione numero 12, esploso nel porto di Beirut, oltre a 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, c’erano anche 23 tonnellate di fuochi d’artificio, 1.000 pneumatici, barili pieni di materiali liquidi infiammabili e 50 tonnellate di fosfato di ammonio, che non si sa da dove provenga e a chi appartenga. TUTTI SAPEVANO DEL PADIGLIONE NUMERO 12 e di cosa stava succedendo: i militari, i servizi di sicurezza, il governo, le dogane, i portuali e persino gli americani.

In poco tempo il governo libanese si è dimesso, cosciente di cosa poteva accadere in un’indagine approfondita mentre stavano comodamente sulla loro poltrona politica. Gli analisti israeliani si chiedono “cosa succederebbe se tutte le armi accumulate da Hezbollah nascoste nell’aeroporto di Beirut e nei vari quartieri di Beirut, sotto scuole, moschee, campi sportivi, abitazioni civili ecc. se dovessero esplodere accidentalmente”?

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Un pensiero su “Beirut: tutto il governo libanese, anche il Primo ministro Hassan Diab era a conoscenza di ciò che stava accadendo all’interno del porto di Beirut.

  1. Gli analisti israeliani si sono dimenticati di dire che il deposito esploso non apparteneva certo ad Hezbollah. Si sono anche dimenticati di dire che si trattava molto probabilmente di una installazione che riforniva gli eroici “ribelli siriani”. Ma sono solo illazioni, per carità.

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