Stati Uniti e Iran, possiamo dichiarare conclusa qualsiasi futura relazione internazionale tra i due paesi.

Mentre gli Stati Uniti si apprestano a convincere, con grande sforzo diplomatico, l’estensione di un ulteriore embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro Teheran che scade a ottobre.

Di fronte alla diffusa opposizione internazionale che critica la scelta, quasi unilateralmente, come non giustificabile e qualificabile al momento. Gli Stati Uniti hanno risolto il problema, dopo dimissioni continue all’interno dei vari staff nelle agende internazionali, quello del rappresentante speciale degli Stati Uniti in Iran. L’uscente Brian Hook verrà sostituito da Elliott Abrams.

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Chi è Elliott Abrams? Neoconservatore. Ha ricoperto incarichi di politica estera per i presidenti Ronald Reagan, George W. Bush (graziato per una condanna) e ora Donald Trump. E’ stato dietro la maggior parte delle manipolazioni politiche in America Centrale a cavallo degli anni ’80 e ’90, appoggiando dittatori e governanti filo-statunitensi in El Salvador, Honduras, Guatemala e Nicaragua. Condanno per il caso Iran-Contra.

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Uno scandalo politico che accusava gli Stati Uniti di rifornire di armi l’Iran al di fuori del controllo del Congresso statunitense. Durante l’amministrazione Bush, è stato l’architetto chiave della guerra in Iraq e prima ancora incaricato di “far progredire la democrazia all’estero”. Membro del Progetto per il nuovo secolo americano think tank neo-conservatore affermando che “la leadership americana è un bene sia per l’America che per il mondo” e ha cercato di costruire il sostegno per “una politica reganiana di forza militare e chiarezza morale”. Considerato un grande sostenitore di Israele, criticando Barack Obama per non aver bloccato una risoluzione delle Nazioni Unite contro la costruzione di insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Dal 25 gennaio 2019 è stato nominato rappresentante speciale per il Venezuela, considerato probabile l’ideatore della strategia dell’autoproclamato presidente Juan Guaidò. Ha dichiarato che “Nicolás Maduro lascerà il potere entro la fine del 2020, nessun dialogo con i dittatori”.

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