Italia e Recovery Fund: tra un nuovo Mes, una crisi che ha messo fine a 30 anni di sviluppo e l’incapacità della pubblica amministrazione.

Annunci

Dagli amici e collaboratori del Termometro Geopolitico (pagina Facebook) condividiamo quest’analisi di Mario Leone riguardo la catastrofica situazione italiana.

Ho aspettato l’uscita dei dati sul secondo trimestre del PIL (aprile – giugno) prima di commentare tutto l’insieme di misure adottate dall’UE e dal governo italiano. All’indomani del Consiglio europeo di luglio (17 – 21 luglio), invitavo con un post su Facebook ad aspettare prima di esultare o denigrare il Recovery Fund, poiché il testo si presentava con numerose lacune che dovevano essere chiarite. Inoltre, dovevano uscire i dati sulle economie europee, che potevano metterci nella condizione di capire cos’è successo e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi. Il dato del PIL è stato catastrofico, come avevo previsto. Abbiamo perso il 12,4% rispetto al trimestre precedente e il 17,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, cioè rispetto al secondo trimestre del 2019 perso il 17,3%. I giornali hanno detto che siamo tornati agli anni 90, ed è vero. I nostri vicini europei, a livello congiunturale, non godono di ottima salute, la Spagna ha fatto -18,5%, Portogallo -14,1%, Francia -13,8% e la Germania -10,1%. La media UE è stata del -12,1%. Il record spetta agli Stati Uniti, che hanno visto un crollo del 32,9%.

LEGGI ANCHE: VENTI DI GUERRA FRA GRECIA E TURCHIA. VEDIAMOCI CHIARO.

Annunci

La crisi ha cancellato in tutto il mondo 30 anni di crescita economica. Per capire la portata del crollo, basta pensare che gli Stati Uniti importano beni italiani per un valore pari a 45 miliardi, cioè quasi la metà dell’ammontare delle risorse stanziate dal Governo italiano per combattere la crisi economica, circa 105 miliardi. Bene, a causa del crollo USA, questo valore varierà al ribasso e la crisi in Italia si acuirà, poiché gli americani faranno meno acquisti, i fatturati delle imprese esportatrici verso USA diminuiranno e così via. Questo esempio rende chiara la complessità della situazione e l’interconnessione delle economie. Avendo colpito il settore reale, la crisi sarà più feroce rispetto a quelle finanziarie, non a caso la borsa ha recuperato molto terreno, l’economia reale no.

Emissioni titoli di Stato in miliardi di euro tra Aprile-Giugno 2020 e Giugno 2020.

Inoltre, visto il crollo di tutte le economie mondiali, vi sarà un crollo generalizzato dell’export e questo impatterà molto sulle economie dell’Eurozona. La ragione di questa mia previsione risiede nel fatto che venti anni fa i governi hanno deciso di puntare sulle esportazioni a scapito della domanda interna. Ora che le esportazioni crollano e la domanda interna si è contratta ancora a causa della crisi, si sta cercando mediante dei bonus di supportare la domanda aggregata. Non credo che la politica dei bonus possa realmente supportare la domanda aggregata. Attenzione, non sono contrario ai sussidi di disoccupazione che sono sacrosanti, ma credo che sarebbe più opportuno investire nella costruzione e nella manutenzione delle infrastrutture, sulla conversione verso un modello economico maggiormente sostenibile e verso la completa trasformazione digitale dell’economia e della PA.

Fino a poco tempo fa parte del governo e delle opposizioni giustificavano la propria contrarietà al MES con le condizionalità che questo porta (più che altro legate al fatto che le condizioni contrattuali possano essere cambiate in corso d’opera in base alla valutazione di sostenibilità del debito) e con l’esiguità della somma erogata (circa 37 mld). Alla luce di ciò, non si capisce l’esultanza per il Recovery Fund, che come ha giustamente sottolineato Carlo Calenda, ha delle condizionalità più stringenti del MES, poiché nella valutazione dei progetti presentati dai Governi, pesano di più le riforme legate alle raccomandazioni della Commissioni che gli investimenti legati al rilancio delle economie post covid (punto A19 1 comma link 1 e 2). Le tranche devono essere approvate dalla Commissione europea solo quando sono raggiunti i “targets” e i “milestones” e possono essere sindacate dal Consiglio europeo. Il ragionamento diventa più complesso e articolato quando mettiamo a confronto la parte dei sussidi del RF con il bilancio europeo. Secondo alcuni esperti, mentre nel primo caso diventiamo contribuenti netti per circa 4,2 miliardi ogni anno, verso il bilancio europeo rimaniamo contribuenti netti per circa 3,8 miliardi. Quindi avremo un saldo annuale positivo pari a 400 milioni circa. Passiamo da contribuenti netti a beneficiari netti, che non è poco (3).

La parte dei prestiti farà aumentare il Debito pubblico e come creditore avremo il Recovery Fund. Attenzione, il fondo sarà un creditore privilegiato, come il MES.

Annunci
Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse11-09-2019 Bruxelles. Nella foto: incontro con la Presidente eletta della Commissione Europea, Ursula von der Leyen (Palazzo Charlemagne). Fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

L’atteggiamento del governo diventa ancora più enigmatico alla luce di due fatti:

1) Si è fatto un ricorso sempre minore all’emissione dei Titoli di Stato, quando gli altri Stati hanno fatto l’opposto. È notizia di ieri che a giugno il tesoro abbia attinto meno risorse dal mercato finanziario rispetto allo stesso mese del 2019. Non ne capisco la ragione, visto che le aste dei Btp sono andate molto bene. Diventa ancora più enigmatica la cosa alla luce dell’alternativa proposta ad una maggiore tassazione e al collocamento di nuovi BTP, cioè l’apertura di una linea di credito del MES. La cosa diventa ancora più inspiegabile se si combina con la sospensione del Patto di Stabilità, che presto sarà riattivato.

2) Il mercato considera sicuri i BTP soprattutto perché la Banca Centrale Europea ha comunicato che continuerà ad utilizzare lo stimolo monetario al fine di dare impulso alla ripresa. Pertanto, non si capisce la riduzione di emissione di titoli di Stato quando bisogna far fronte a mancati incassi erariali, visto che i redditi diminuiranno, e a nuovi investimenti per rilanciare l’economia. Nella valutazione dei BTP vi è da tenere conto del fatto che circa il 30% del debito pubblico italiano è in mano alla BCE e che le cedole pagate vengono restituite al tesoro italiano. Inoltre, la BCE in questo momento sta monetizzando il debito.

L’unica spiegazione logica a questo comportamento è che il Governo voglia attivare la nuova linea del MES in funzione dell’OMT, cioè l’acquisto illimitato di BTP da parte della Banca Centrale Europea. Attenzione, l’attivazione dell’OMT, come confermato anche da una sentenza dalla CGUE, è soggetta a pesanti convenzionalità.

Annunci

Alla luce di tutto ciò mi pongo una domanda: visto che prima o poi il Patto di Stabilità e Crescita sarà riattivato e dovremo rientrare del deficit fatto, perché non facciamo tutto il deficit necessario ora che le regole ce lo consentono? Perché dobbiamo ricommettere lo stesso errore del 2008, quando tutti gli Stati hanno fatto deficit per ricapitalizzare le banche e noi no? Visto che presto dovremo fare un piano di rientro come stabilito dal Fiscal Compact, tanto vale cercare di investire il più possibile ora in modo da avere maggiore crescita dopo.

Vi è un grande problema attualmente non affrontato: una eventuale riforma del PSC, vista la situazione straordinaria che si trascinerà per anni. Non sarebbe ora di scorporare gli investimenti dal calcolo del deficit? Qualora questa proposta dovesse essere accolta, il bilancio italiano sarebbe immediatamente in pareggio, visto che gli investimenti pubblici lordi in Italia sono all’incirca 30 miliardi.

A mio avviso il Recovery Fund è una grande opportunità dell’Unione per fare ciò che non ha fatto per 20 anni, cioè la cara e tanto bistratta Politica industriale. Stanziare importanti fondi per indirizzare tutte le economie sarebbe un grosso passo avanti, visto che con questi fondi sarebbe possibile limare le gravi asimmetrie fiscali presenti all’interno dell’Unione.

LEGGI ANCHE: LEZIONI DI ECONOMIA DALL’EMERGENZA CORONAVIRUS.

Annunci


La sfida che abbiamo davanti è stata già sottovaluta a febbraio, non conviene ripetere lo stesso errore, anche perché vi sarà la grossa incognita legata ad un possibile ritorno di lockdown localizzati, che potrebbero aggravare ancora di più la situazione economica. Inoltre, sta per scoppiare una bomba sociale, a causa delle forti riduzioni di stipendio e dei problemi accessori legati allo Smart Working.
In molti non stanno considerando i danni collaterali che sta subendo l’economia dall’utilizzo dello SW. Per capire la portata mi basta portare avanti l’esempio dei dipendenti che prima di entrare in ufficio si prendevano il caffè e il cornetto. Ora non lo fanno più. Ora prendete questo ragionamento e applicatelo anche alle pause pranzo, alle cene e agli altri caffè della giornata. È facile intuire che soffriranno molto i ristoranti e i bar, che sono piccole imprese che danno lavoro a molte persone.

Una mia preoccupazione è legata all’incapacità di programmazione della politica italiana e della pubblica amministrazione. Ho paura che tutti i fondi che arriveranno e che saranno allocati dal Governo non verranno effettivamente utilizzati a causa dell’incapacità della PA e dalla volontà dei politici di rastrellare consenso immediato distribuendo mance elettorali.

Pongo a tutti noi una domanda: l’Italia può farcela?

AIUTACI A CRESCERE CONDIVIDI CON I TUOI AMICI L‘ ARTICOLO!

[Fonte1, Fonte2, Fonte3 ]

intopic.it

Annunci

3 pensieri su “Italia e Recovery Fund: tra un nuovo Mes, una crisi che ha messo fine a 30 anni di sviluppo e l’incapacità della pubblica amministrazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...