Stati Uniti: è rivoluzione (colorata)

Questo approfondimento nasceva come post, ma ci siamo resi conto della necessità di trasformarlo in un approfondimento indipendente. Questo è il nostro parere “tecnico” sui disordini degli Stati Uniti, la più grave rivolta etno-razziale nella storia del paese. L’ultimo bilancio disponibile, del primo giugno, è un bollettino di guerra: più di 5mila soldati della Guardia Nazionale dispiegati nelle strade di 15 stati federati, 12 grandi metropoli in coprifuoco, più di 200 città coinvolte da scontri e rivolte, quasi 6mila persone arrestate.

Secondo noi qualcuno potrebbe aver infiltrato le proteste, inizialmente giuste e giustificabili, con l’obiettivo mettere in atto un tentativo di “rivoluzione colorata” ed ottenere le dimissioni di Donald Trump, o quantomeno boicottarne la campagna elettorale Le proteste, infatti, hanno cambiato movente: non è più la brutalità poliziesca, non è più George Floyd, sono i bianchi, sono i repubblicani, sono le istituzioni, i luoghi-simbolo, le proprietà del presidente (es. Trump Tower sotto protezione da giorni dopo un tentativo d’assedio). Washington D.C. è stata vandalizzata: i luoghi storici e i monumenti sono stati assaliti, le chiese bruciate (ed anche in altre città).

COVID19: Il grande vincitore non è la Cina, ma la Turchia

Inoltre, i rivoltosi stanno dimostrando un grado di coordinamento ed organizzazione incredibilmente elevato, come se fossero stati addestrati alla guerra asimmetrica su teatro urbano. Da qui si contestualizzano le dichiarazioni di Trump circa il designamento degli “Antifa” quale organizzazione terroristica. Le tattiche impiegate sempre le stesse: assalti notturni, attacchi contro luoghi-simbolo, imboscate contro le forze dell’ordine condotte con criterio scientifico. Ma anche le proteste alla luce del Sole sono estremamente organizzate, non si tratta di sit-in improvvisati: questi rivoltosi sono addestrati, sono stati addestrati. Il fatto che i principali attori coinvolti nei disordini, ossia Black Lives Matter e Antifa, ricevano finanziamenti da attori noti per il loro coinvolgimento in rivoluzioni colorate (come George Soros) non può che destare ulteriormente sospetti.

Cos’è una rivoluzione colorata? Parliamo di un concetto coniato e popolarizzato da Gene Sharp, uno stratega di punta negli anni della tarda guerra fredda, celebre per aver compreso quanto malessere popolare serpeggiasse nello spazio sovietico e comunista e come usarlo. La rivoluzione colorata si poggia sulla società civile, vero attore di rivolta, fa utilizzo dei giovani e degli elementi più radicali (gli opposti estremismi), che vengono addestrati da organizzazioni non governative ed altri attori a compiere azioni di sabotaggio, gesti eclatanti di disturbo, attacchi contro i punti critici per il sistema-paese. Soprattutto, ai rivoltosi viene insegnato come portare avanti una mobilitazione organizzata e semi-permanente capace di resistere alle risposte repressive delle istituzioni.

Ecco alcuni stralci da un libro recentemente pubblicato (L’arte della guerra segreta, E. Pietrobon, 2020), incentrato sulle guerre ibride, che potrebbe aiutarvi a comprendere meglio cosa sono le rivoluzioni colorate e come funzionano. Noterete sicuramente delle somiglianze con quanto sta accadendo negli Stati Uniti:

“Le guerre coperte hanno maggiori probabilità di riuscita contro le democrazie liberali per via della loro natura, garante di libertà e di pluralismo, che rende relativamente facile infiltrare gli agenti del caos e trasformare le forze sociali in quinte colonne. Le categorie sociali possono essere utilizzate per paralizzare le strade e alimentare la polarizzazione, mentre i partiti dell’opposizione possono essere usati per formare delle inamovibili coalizioni antigovernative capaci di portare a crisi politiche e costituzionali.

COVID19, LEZIONE DI REALPOLITIK DA ISRAELE.

Secondo Gene Sharp, l’ideologo delle cosiddette <<rivoluzioni colorate>>, l’elemento-chiave nel processo di delegittimazione di un regime è la mobilitazione della società civile; perciò va adeguatamente studiata e pianificata in maniera tale da durare nel medio e lungo termine e condurre ad un’organizzazione scientifica delle proteste. I leader dei gruppi sociali e dei movimenti civili devono essere addestrati, dalla guerriglia urbana alla conduzione di proteste non-violente e resistenza civile.

La società civile è importante per il successo della guerra coperta per due ragioni principali: può essere una fonte di largo consenso per il regime che sorgerà dalle ceneri del predecessore, è una fonte di <<potere potenziale>> “nel mentre”.

Non è raro che i servizi segreti di un paese rivale tentino di stringere dei legami con i più potenti gruppi della criminalità organizzata e con le società segrete, come le logge massoniche, operanti all’interno del paese da colpire. Questi legami servono a trasformarle in delle quinte colonne estremamente utili, poiché spesso inquadrate all’interno di reti transnazionali e con a disposizione degli “eserciti nascosti”. [ndr. da Los Angeles a New York, è accertata la presenza di organizzazioni criminali negli scontri, come le bande di strada afroamericane, da qui il dispiegamento rapido dell’esercito in talune città]

La società civile, i partiti di opposizione, le società segrete e il crimine organizzato possono aiutare il caos a diffondersi e convincere le forze armate a rovesciare il governo, ma è altrettanto vero che l’instabilità potrebbe indurle a intervenire in difesa dell’ordine costituito. Ed è proprio per questa ragione che i servizi segreti cercano sempre di infiltrare gli alti ranghi dell’esercito, per avere la certezza che l’intervento sarà “giusto”, disorientando gli incorruttibili e i lealisti con l’intossicazione ambientale, diffondendo la falsa convinzione che il governo sia in combutta con potenze straniere. [ndr. Nessun dejà vu? Pensiamo al Russiagate, i Dem, ma anche esponenti di FBI e CIA, sin dall’inizio del mandato hanno manifestato contro Trump, ritenendolo un burattino del Cremlino]

Ci sono altre due categorie che possono essere infiltrate e convertite in quinte colonne con alte probabilità di successo: i gruppi religiosi e le minoranze etniche. […] Neanche quelle minoranze etniche la cui presenza in terra straniera è radicata, risalente a decenni o secoli, sono totalmente immuni al richiamo dell’identità.” [ndr. Afroamericani!]

Attenzione, questo non significa che fra i manifestanti non ci sia chi veramente vuole giustizia per Floyd, ma impariamo a distinguere fra protesta pacifica, protesta violenta ma coerente e protesta violenta carica di gesti insensati e fonte di ulteriore polarizzazione etno-sociale (es. i video da noi caricati: afroamericani che pestano selvaggiamente un’anziana bianca che difendeva il suo negozio, afroamericani che bruciano gli effetti personali dei senzatetto bianchi).

C’è una mente raffinata in cabina di regia e vi diremo di più, senza voler cadere nel complottismo: i principali attori della finanza anglosassone si sono uniti alle proteste, da George Soros (che finanzia Black Lives Matter) alla famiglia Rothschild (seguiteli su Twitter, vedere per credere).

Non abbiamo mai creduto alla teoria “Trump contro lo stato profondo” e reiteriamo il nostro parere: uno scontro c’è, è palese, ma non è “buoni contro cattivi” è “falchi contro ultra-falchi“. Trump è un moderato rispetto ai suoi detrattori, una cosa che abbiamo sempre sostenuto e che, alla luce di questi eventi sanguinosi, riconfermiamo con forza. Qualcuno vuole un cambio alla Casa Bianca e, visti i mezzi che si stanno impiegando, è un qualcuno che non ha certamente piani pacifici.

AIUTACI A CRESCERE CONDIVIDI CON I TUOI AMICI L‘ ARTICOLO!

intopic.it

9 pensieri su “Stati Uniti: è rivoluzione (colorata)

  1. Per chi non beve tutti i giorni dalla fontana inquinata dei nostri Tg o dei nostri quotidiani giornalacci, quello che avete scritto non è nuovo non è una sorpresa e tanto meno una novità. Si spera solo che Trump riesca a resistere e vincere.

    "Mi piace"

    1. Non è una novità ma nessuno ne parla apertamente o riesce a intavolare un discorso razionale con dati e informazioni a riguardo. Stiamo aspettando articoli di questo calibro da centri studi specializzati quali ISPI o altri, dove sono? Il mondo geopolitico rimane, ancora oggi, diviso tra atlantisti e non e nel mezzo ci siamo noi.

      "Mi piace"

  2. Interessante articolo, per i Rothschild su Twitter quali profili bisognerebbe vedere (dei componenti della famiglia intendo ) ?

    "Mi piace"

Rispondi a Per un'informazione libera Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...