La svolta storica della Germania: Hezbollah terroristi come Al Qaeda e Stato Islamico

Prime luci dell’alba di giovedì 30 aprile 2020. Le forze dell’ordine tedesche stanno effettuando perquisizioni a tappeto, in abitazioni, moschee e associazioni, in ottemperanza ad un ordine giunto dal Ministero dell’Interno.

Nella notte, Hors Seehofer, ha messo la sua firma su un foglio, un semplice pezzo di carta, che può cambiare profondamente le relazioni internazionali. Quel foglio sancisce che Hezbollah, il Partito di Dio, è un’organizzazione terroristica al pari di Al Qaeda, Boko Haram e Stato Islamico, e che d’ora in poi le sue attività sul territorio saranno fuorilegge e perseguibili penalmente secondo il codice dell’antiterrorismo. Si tratta di una vittoria diplomatica straordinaria per l’asse Washington-Tel Aviv e, adesso, vi spiegheremo perché.

“Anche in tempi di crisi, lo stato di diritto è capace di agire”

(Steve Alter, portavoce del ministero dell’interno)

Le perquisizioni hanno avuto luogo in quattro città: Berlino, Brema, Dortmund, Munster. Le forze dell’ordine sapevano già andare e chi cercare, avendo in mano una lista di presunti simpatizzanti / membri di Hezbollah, fra i 1000 e i 1100; segno che l’operazione era nell’aria da tempo. All’opinione pubblica è sfuggito, ma è da un anno che Stati Uniti, Israele e gruppi di pressione legati al mondo ebraico statunitense e tedesco stavano conducendo una battaglia, nel dietro le quinte di parlamenti e grandi eventi, per convincere Angela Merkel ad aprire il fronte europeo anti-Hezbollah. L’Unione Europea, infatti, dal 2013, distingue fra l’ala militare e l’ala partitica dell’organizzazione: la prima ritenuta un gruppo terroristico, la seconda ritenuta una forza politica, legale e legittima, con la quale dialogare ai fini degli equilibri mediorientali. Non la pensano così Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Paesi Bassi ed una serie di altri paesi, che vedono Hezbollah come un’unica entità, paramilitare ed essenzialmente dedita al terrore.

Il motivo di voler partire da Berlino è evidente: parliamo della prima potenza del Vecchio Continente, quindi la probabilità di dar vita ad un effetto domino che delegittimi completamente Hezbollah nell’UE è più che elevatissima. La strada per l’uniformazione dell’UE all’agenda estera per l’Iran della Casa Bianca è stata spianata ufficialmente. Ma ripercorriamo il percorso che ha portato a questa drammatica e storica decisione:

Febbraio 2019, la Gran Bretagna decide di unirsi al fronte anti-Hezbollah, facendo decadere la distinzione fra partito ed esercito: è un’organizzazione terroristica. Mike Pence, il vicepresidente degli Stati Uniti, plaude la scelta e chiama Angela Merkel, spiegandole che dovrebbe fare lo stesso. Sullo sfondo, i membri del più importante gruppo di pressione filo-israeliano del mondo, il Comitato Ebraico Americano (American Jewish Committee), iniziano ad avvicinare i deputati tedeschi, di ogni colore politico, chiedendo che il tema Hezbollah venga trasportato in Parlamento.

Maggio 2019, la Germania bolla il Movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) come un’organizzazione “antisemita”, estromettendolo dal panorama nazionale. Il BDS è considerato vicino all’Iran e a Berlino organizza annualmente le cosiddette marce di Gerusalemme, delle proteste alle quali prendono parte persone di destra, di sinistra, cristiani, atei e musulmani, che sventolano anche bandiere di Hezbollah, accomunati dall’astio per il sionismo. Un segno non da poco e noi, infatti, avevamo riportato la notizia sulla nostra pagina Facebook.

Al-Quds Day protests take place regularly in Berlin, as here in 2014

Settembre 2019, alle procure federali viene dato il potere di indagare presunti membri di organizzazioni terroristiche straniere, anche se non riconosciute come tali da Berlino, e aprire dei casi a loro carico. I servizi segreti useranno questa innovazione soprattutto per approfondire la realtà di Hezbollah all’interno dei confini tedeschi, i canali di finanziamento, le attività propagandistiche e il proselitismo, producendo la famosa lista dei 1000 nomi.

Lo stesso mese, Richard Grenell, l’ambasciatore degli Stati Uniti e Berlino, chiede alla Merkel di dichiarare fuorilegge Hezbollah come un “segno di pace” per mostrare che il paese tiene veramente “a combattere l’antisemitismo”, ideologia d’odio che l’organizzazione libanese viene accusata di veicolare e diffondere nella società tedesca.

Dicembre 2019, la camera bassa del parlamento approva una mozione che chiede all’esecutivo di dichiarare fuorilegge Hezbollah per questioni di sicurezza nazionale, seguendo l’esempio britannico. I firmatari portano come prova le “attività terroristiche” del partito di Dio in Siria, ossia la lotta in prima linea contro il califfato sanguinario di Abu Bakr al-Baghdadi.

Gennaio 2020, viene ucciso in un’operazione di alto livello il generale iraniano Qasem Soleimani, capo delle guardie della rivoluzione, diplomatico e responsabile di una parte dell’agenda estera di Teheran. La reazione iraniana, consistente in un attacco condotto da al-Shabab contro una base statunitense in Kenya ed una raffica di missili contro una base statunitense in Iraq, lascia sorpresi i commentatori internazionali, che si chiedono: “tutto qui?

La Merkel, sicuramente, si sarà posta la stessa domanda, interpretando la non-reazione iraniana come un segno di tempi: il regime rivoluzionario sta per cadere, è debole, nolente / incapace di vendicare il terzo uomo in ordine di importanza, colui che ha permesso all’asse della resistenza di crescere e prosperare e ad Hezbollah di ramificarsi in ogni angolo del pianeta, dall’Africa nera all’America Latina. Se così fosse, perché non saltare sul carro dei vincitori?

Febbraio-marzo 2020, i gruppi ebraici tedeschi chiedono alla politica tedesca di dichiarare fuorilegge le marce di Gerusalemme, in quanto promosse da un’organizzazione fuorilegge, ossia il BDS. Il sindaco di Berlino si dichiara favorevole ad eseguire la richiesta, ritenendola coerente con i più recenti sviluppi interni.

30 aprile 2020, Hezbollah viene dichiarato un’organizzazione terroristica. La campagna lobbistica è stata vinta e, non a caso, la prima persona a commentare l’accaduto è David Harris, direttore esecutivo del Comitato Ebraico Americano:

“Questa è una decisione significativa, molto anticipata e benvenuta. Adesso, speriamo che le altre nazione europee diano uno sguardo ravvicinato alla decisione della Germania e raggiungano la stessa conclusione riguardo la vera natura di Hezbollah”.

Che cosa accadrà adesso? La Germania è l’asse portante dell’UE, insieme alla Francia, perciò quando gli Stati Uniti intendono suscitare dei cambiamenti nel Vecchio Continente ricorrono ad una strategia di massima pressione mirante ad essa. Donald Trump, contrariamente al predecessore, non ha alcuna simpatia per il progetto europeo e sta tentando con ogni mezzo di riportare all’ordine le potenze più riluttanti, gli egemoni naturali, come Berlino e Parigi, spezzandone le ambizioni di grandezza e autonomia attraverso ricatti, sanzioni, rappresaglie e intimidazioni. Ci sta riuscendo. L’adesione della Germania al fronte anti-Hezbollah darà luogo ad un effetto a catena, è inevitabile, riducendo ulteriormente i margini di manovra dell’Iran nell’UE e, al tempo stesso, l’autonomia decisionale di quest’ultima.

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[Immagine di Deutschland Archiv I Al-Kuds - Tag in Berlin]
intopic.it

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