Joseph Lewis: il miliardario che si sta comprando la Patagonia

Si chiama Joseph “Joe” Lewis e i suoi tratti distintivi sono: inglese, miliardario, ebreo, speculatore finanziario, proprietario immobiliare e terriero, e imprenditore sportivo. Lewis è famoso soprattutto perché è il proprietario del Tottenham calcio, ma dovrebbe esserlo per un fatto molto più inquietante: dalla seconda metà degli anni ’90 è impegnato nell’acquisizione di terre nel cono sud dell’America latina, soprattutto in Cile e Argentina – dove è particolarmente interessato alla Patagonia.

I domini di Lewis sono così vasti – superano le dimensioni dell’intera Israele, per rendere l’idea – che l’opinione pubblica argentina ha ribattezzato le sue terre “lo stato parallelo”. Possiede gli oltre 14mila ettari che circondano il lago Escondido, il bacino del fiume Azur, diversi territori sulle Ande cilene e nella Terra del fuoco, e un po’ in tutta l’Argentina.

C’è un motivo se il suo impero è stato ribattezzato “lo stato parallelo”, perché si tratta di un vero e proprio stato nello stato in cui è impedito ai cittadini entrare, sono state costruite strade, edifici abitabili, aeroporti con tanto di piste d’atterraggio, campi da calcio, un anfiteatro, e molto altro ancora. Ma, soprattutto, è da anni che vengono denunciate attività sospette, ai limiti del complotto, come ad esempio la presenza di militari israeliani.

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Lewis arrivò in Argentina nel 1996 e iniziò ad acquistare territori ed immobili nell’area compresa fra Rio Negro e terra del fuoco. Il suo acquisto più importante fu senza dubbio una striscia di terra deforestata lungo il lago Escondido, che utilizzò come testa di ponte per espandersi in tutta l’area circostante. Nello stesso anno fondò la società Hidden Lake, che si occupa di amministrare i suoi terreni ed è utilizzata anche per portare avanti campagne d’acquisto.

Con la complicità delle autorità argentine, Lewis occupò l’intera area del lago Escondido, chiudendone l’accesso a turisti e cittadini attraverso mura recintate e sicurezza privata. Nel 2005 i comitati cittadini di El Bolson ed El Foyel portarono Lewis in tribunale nella speranza di un verdetto positivo, che effettivamente ebbe luogo. Ma andiamo con ordine.

Durante il processo emerse che Lewis non avrebbe potuto acquistare il territorio circostante il lago, poiché incluso in quella che le forze armate chiamano “area di sicurezza di confine”, ossia un’area di importanza critica per la sicurezza nazionale di Buenos Aires che non può essere assolutamente ceduta a privati stranieri.

La sentenza è arrivata nel 2009: il Tribunale Superiore di Giustizia della capitale ha condannato Lewis. L’oligarca avrebbe dovuto creare un accesso al lago, corredato di strade e segnaletica, perché la legge argentina recita che “ogni corso d’acqua è di natura pubblica e pertanto considerato gratuitamente accessibile e fruibile”.

Lewis, comunque, ha ignorato la sentenza, forte anche del fatto che niente è stato fatto per applicarla coercitivamente. Il portavoce e socio in affari di Lewis, l’agente immobiliare Nicolas Van Ditmer, all’epoca della sentenza dichiarò che “[difenderemo] la proprietà privata con i Winchester in mano, col sangue se necessario”.

Nel 2011 il giornalista Gonzalo Rodriguez, del programma Cqc, tentò di accedere al lago per realizzare un servizio. Non fu fermato dalla sicurezza privata (e armata) di Lewis, ma dalla polizia locale. Fu riaccompagnato in città e minacciato di non completare il servizio e non riavvicinarsi ai domini dell’oligarca.

Ma che cosa sta succedendo? Perché ad un privato straniero è consentito acquistare e restringere l’accesso ad aree di importanza critica per la sicurezza nazionale? Chi è davvero Lewis, sta agendo per conto di terzi? La nostra opinione è sì. Lewis potrebbe essere verosimilmente al soldo di Israele nel contesto di una più ampia agenda geopolitica mirante al contenimento dell’Iran in America latina.

Il mistero aleggia sullo stato parallelo. Recentemente i cittadini di El Bolson (Rio Negro) hanno visto grande movimento di lavoratori e gru in una proprietà di Lewis nei pressi della città che è grande quattro volte Buenos Aires. Lewis ha mantenuto il più stretto riserbo sul progetto, nonostante le proteste abbiano portato in strade (nel 2017) 15mila persone – El Bolson ha una popolazione di 20mila.

I cittadini non sono riusciti ad avere trasparenza e verità, ma sono riusciti a scoprire che su quel terreno sono presenti: un aeroporto, palazzi, strade, un tasso di cementificazione significativamente alto costruito a detrimento della foresta prima esistente. In pratica Lewis ha costruito una città.

Ma cosa c’entra Israele?

Tutto nasce da una denuncia di alcuni media locali. A Bahia Dorada, dove Lewis possiede dei terreni e ha costruito una pista d’atterraggio, sono stati visti degli aerei – verosimilmente battenti bandiera israeliana – partire verso le Malvinas.

Sulla vicenda ha indagato il giornalista investigativo francese Thierry Meyssan, che avrebbe scoperto una cosa sconcertante: nelle proprietà in Patagonia di Lewis soggiornerebbero annualmente fra le 5mila e le 10mila persone. Ufficialmente si tratta di normali turisti, in realtà sarebbero militari.

Meyssan, che è conosciuto anche per alcune produzioni complottiste oltre i limiti della realtà, questa volta, potrebbe non aver esagerato o inventato nulla. Perché? Perché a parlare di misteriosi movimenti “di cittadini israeliani” ci sono i media locali e, addirittura quelli israeliani. Se ne scrive perché negli ultimi anni si sono registrate delle violenze ai danni di questi turisti/soldati da parte degli abitanti locali, che sarebbero convinti oltre ogni ragionevole dubbio che si tratta di militari. Così, nelle città in cui Lewis ha esteso i suoi tentacoli e regolarmente soggiornano israeliani, sono apparse scritte antisemite, il clima è diventato molto teso. Le persone non ce l’hanno con gli israeliani perché tali, o perché ebrei, ma perché fortemente convinte che siano dei militari.

Sorge spontanea la domanda, perché?

L’acqua potrebbe essere una prima ragione. La Patagonia è la regione più ricca di risorse naturali, fra cui acqua dolce, dell’Argentina. Il lago Escondido da solo custodisce più di 400 miliardi di litri d’acqua. Secondo le denunce dei comitati cittadini di El Bolson, Lewis vorrebbe costruire una centrale idroelettrica.

Di nuovo, cosa c’entra Israele? L’accapparramento di acqua è uno dei vettori tradizionali della politica estera israeliana. Si tratta di una risorsa considerata al pari del petrolio e del gas, perché il paese è circondato da deserto. Le annessioni territoriali di Tel Aviv dagli anni ’60 ad oggi si spiegano anche dal punto di vista della geopolitica energetica e dell’acqua, della ricerca di possesso su fonti strategiche d’acqua dolce.

Lewis è anche proprietario della più grande compagnia elettrica argentina, la Pampa Holding. I cittadini di El Bolson lo hanno accusato di voler tentare un “furto dell’acqua” dal lago Escondido, ormai virtualmente suo e inaccessibile, e di voler anche costruire una centrale con la quale produrre energia elettrica da rivendere all’estero per arricchirsi con le risorse del paese. Non è irrealistico pensare che parte di quest’energia e di quest’acqua potrebbe essere destinata a Tel Aviv.

La presenza militare israeliana potrebbe spiegarsi anche in un altro modo: Hezbollah. L’organizzazione politico-militare libanese è attiva nel paese sin dagli anni ’80, ed è accusata dei due gravi e sanguinosi attentati contro la comunità ebraica di Buenos Aires del 1992 e del 1994.

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Conoscendo il mondo dei servizi segreti e le grandi trame di potere internazionali, è plausibile – secondo noi – che Lewis abbia comprato i terreni – tra l’altro geostrategicamente localizzati – su ordine israeliano, per poi utilizzarli come campi per la raccolta di informazioni, monitoraggio satellitare, sorveglianza ambientale, con cui condurre operazioni di intelligence contro Hezbollah.

Lewis gode di un potere incredibile: è amico personale dell’ex presidente Cristina Kirchner e dell’attuale Mauricio Macri, ha avuto uno screzio con l’ex presidente Carlos Menem che lo ha implicitamente accusato dell’incidente mortale che ha coinvolto un suo figlio negli anni ’90.

Nel 2017 Macri decise di passare le vacanze di famiglia nella proprietà di Lewis sul lago Escondido, nonostante sia un territorio conteso e che suscita grande emozione nell’opinione pubblica. Il presidente fu accusato di “tradimento” all’unanimità da partiti d’opposizione, grande stampa, società civile.

La politica argentina è sempre meno filo-iraniana e sempre più filo-israeliana. L’influenza acquisita nel tempo da Lewis nel paese, dove ha interessi dall’immobiliare all’energia, senza dubbio ha giocato un ruolo in questa svolta rivoluzionaria.

Avevamo scritto che Lewis è anche uno speculatore. Sì, ed è anche piuttosto esperto e conosciuto nel mondo “degli squali della finanza”. Spesso si accusa il più celebre George Soros dell’attacco alla lira e alla sterlina britannica del 1992, è meno noto, però, che a quell’attacco partecipò direttamente anche Lewis. Come Lewis, anche Soros è proprietario di diversi terreni in Patagonia, ma questa è un’altra storia.

Non si può concludere senza, però, trattare di un ultimo argomento: la catena di omicidi e morti sospette che sconvolse il mondo dei proprietari terrieri della Patagonia dal 1996 al 2005. Persone morte ammazzate, altre “annegate”, altre ancora vittime di incidenti stradali o semplicemente scomparse e mai più ritrovate. Casi su cui ha indagato la polizia, senza successo, e su cui ha indagato anche la stampa locale, mostrando un po’ più di lungimiranza e capendo che ogni caso avesse un elemento comune: si tratta di amici o parenti di persone che avevano rifiutato offerte d’acquisto da parte di Lewis.

Fonti:

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